DELIRANDUM: pensieri e parole in libertà
(l'archivio del 2001 lo trovi qui)

Mentre la Fiat (e con essa tutto il paese) sta affondando e migliaia di lavoratori si ritrovano senza lavoro, in attesa che tra un disco e l'altro trovi il tempo di occuparsene direttamente lui, il berluscone propone le sue ricette di grande statista: cambiare il nome alle macchine, mandare gli operai a fare gli infermieri al nord, oppure che si arrangino e che si trovino un lavoro in nero. Poverino, è pazzo, ogni volta che vede un microfono e una telecamera viene colto da deliri di onnipotenza. Se non fosse che sta a palazzo Chigi (e tra un po' al Quirinale...) basterebbe infilarlo dentro una camicia di forza per risolvere il problema.
La cosa strana è che ancora qualcuno si stupisca, "incita all'illegalità!" strillano i giornali. Ma scusate, uno che è inquisito in non so quanti processi, uno che non sta in galera solo grazie a immunità, prescrizioni e cirami varie, uno che considera la Legge un intralcio ai suoi interessi, a che cosa volete che inciti, alle missioni di madre Teresa di Calcutta? Gli sproloqui del berluscone non sono gaffes, lui è proprio così, lui lo pensa davvero che quegli operai debbano arrangiarsi in nero, ecchissenefrega se è illegale, sono cazzi loro!
Qualche irriducibile che ancora lo ammira dice che uno che ha fondato un impero televisivo (e ha pure vinto tanti scudetti) va lasciato lavorare. Ma quali scudetti? Quelli gonfiati di doping, di violenza, di contratti fasulli, di partite truccate? Complimenti, ma non mi pare ci sia tanto da vantarsi. E l'impero televisivo sarebbe quello costruito sui vuoti legislativi grazie agli amici di Hammamet e alla tessera della P2 (n. 1816) in tasca? Sarebbe quello fatto di tette al silicone, di grandifratelli, di maicbongiorni e di ivezanicchi? Bella schifezza!
Ma voi che ancora gli date credito, lo capite o no che tutto ciò che quest'uomo fa, che dice, che produce si basa sugli slogan ossessivi, sull'apparenza, sul "nulla"? Ma soprattutto, vi rendete conto che entro cinque anni questo ci fa fare la fine dell'Argentina?

 

Una cosa è certa: con questa sinistra il berluscone può dormire sonni tranquilli. Noi un po' meno.
Dice Fassino: "Basta con lo scontro a oltranza, bisogna dialogare". Ma dialogare con chi, perdio? Con quelli che propagandandole per riforme fanno le leggi Cirami? Con quelli che ci accusano di terrorismo? Con Ciampi che tra un'inaugurazione e l'altra continua a firmare tranquillamente le leggi più immonde del dopoguerra? Con Bossi che sta spaccando l'Italia al grido di "padania libera" e poi chiede sovvenzioni allo Stato per le sue regioni alluvionate? Con Castelli che vuole mettere sotto controllo la magistratura? Con Previti che non vuole farsi processare? Con Berlusconi che professava che "in caso di vittoria della sinistra queste saranno le ultime elezioni libere"? Con Schifani che si vantava di aver fregato l'opposizione grazie alla violazione dei regolamenti? Con Dell'Utri che ha la spudoratezza di dire "più lunghi sono i processi e meglio è, può essere che muore un giudice o un testimone"? Con Fabris che vuole reintrodurre il finanziamento occulto ai partiti perché così "si garantisce la trasparenza"? Con Nitto Palma che vuole reintrodurre l'immunità totale per i parlamentari? E' con questa gente che vuol dialogare? Beh, faccia pure se proprio gli piace farsi del male, mentre lui dialoga io aspetto con ansia un segno da Cofferati (che se non altro ebbe il buon gusto di alzarsi dal tavolo di quell'infame trattativa sul pacco per l'Italia). 
Ah, Fassino, portati un po' di vaselina che ti farà comodo.

 

Da qualche parte ho letto questa cosa: "L'associazione dei commercianti di Firenze chiede i danni al comune: 250 milioni di euro per mancati incassi dovuti all'organizzazione del Social Forum"
Duecentocinquantamilioni di euro? Per quattro giorni di chiusura? A parte il fatto che si potrebbe obiettare che se uno ha scelto di sprangare il negozio sono solo cazzi suoi, ma se io fossi il sindaco glieli darei. Poi mi presenterei all'uscio di quell'associazione di bottegai, con una calcolatrice e un paio di finanzieri: "Buongiorno signori, lo avete avuto il risarcimento? Bene, 250 milioni diviso quattro giorni fanno 62,5 milioni di euro al giorno. Moltiplicato per trecento giorni lavorativi all'anno fanno 18 miliardi e 750 milioni di euro di incassi. Anche considerando la fantomatica aliquota irpef del 33% che il berluscone va sbandierando, fanno 6 miliardi 187 milioni e 500 mila euro di tasse che dovete pagare entro fine anno. Da chi cominciamo?"

 

C'è una cosa che a me, abituato a fare ragionamenti terra-terra, salta agli occhi: Previti, Cirami, Sofri, No-global, adesso la condanna di Andreotti. Se fino a ieri c'era una destra che attaccava i magistrati e una sinistra che li difendeva, negli ultimi dieci giorni le tifoserie dell'una o dell'altra parte si sono stranamente compattate. Oggi i magistrati, i giudici, tutta la Giustizia in senso generale è sotto assedio. Al di là dei motivi e delle vicende particolari (io per esempio sono convinto che Sofri sia innocente e Andreotti colpevole), tutto questo rincorrersi frenetico di sentenze, arresti, richieste di grazia, porta comunque alla distruzione del concetto di Giustizia. In particolare spiana direttamente la strada alle proposte di immunità parlamentare e al controllo dei politici sui giudici. Che poi è esattamente il disegno inseguito e attuato dal berluscone, al quale, parliamoci chiaro, di Sofri o Andreotti non gliene può frega' de meno.
C'è un'altra cosa che non capisco: a parte il fatto che tutti danno già per scontato che la Cassazione ribalterà la sentenza di Perugia (come fosse già scritto tutto, come fosse parte di un disegno, allora vedi che ho ragione io?), oggi ogni commentatore definisce indignato la condanna di Andreotti come una "sentenza politica". E grazie, l'omicidio Pecorelli fu un omicidio politico, Andreotti è un uomo politico, la mafia è cosa politica, cos'altro avrebbe potuto essere? 
Ma soprattutto: perché quelli che, se lo avessero condannato dieci anni fa, avrebbero fatto i caroselli per le strade, oggi sono tutti così dispiaciuti? Voglio dire, probabilmente anche Hitler se fosse stato portato in un tribunale trent'anni dopo l'olocausto, avrebbe fatto la figura del vecchietto perseguitato.

 

Pur con il rispetto dovuto a questo Papa, francamente tutto lo scalpore suscitato per la sua visita in parlamento mi pare eccessivo. Ma tant'é.
Dice Woytila a proposito dei conflitti: "
L'Italia e le altre Nazioni che hanno la loro matrice storica nella fede cristiana sono quasi intrinsecamente preparate ad aprire all'umanità nuovi cammini di pace, non ignorando la pericolosità delle minacce attuali, ma nemmeno lasciandosi imprigionare da una logica di scontro che sarebbe senza soluzioni."
E poi a proposito dell'Europa: "E' quindi necessario stare in guardia da una visione del Continente che ne consideri soltanto gli aspetti economici e politici o che indulga in modo acritico a modelli di vita ispirati ad un consumismo indifferente ai valori dello spirito".
E giù tutti a spellarsi le mani in fragorosi applausi. Qualcuno scomoda anche la storia. Destra e sinistra finalmente unite, c'è mancato solo che deputati e senatori facessero la ola. 
Bene, adesso rileggetevi le righe in corsivo qui sopra, e traducetele in un linguaggio un po' meno papale. Sono esattamente le stesse cose che Agnoletto e tutto il movimento dei no-global stanno dicendo da anni: no alla guerra, un'altra Europa è possibile.
Caso numero uno: il Papa è un no-global, ma allora voglio sapere perché i molti che ieri definivano terroristi Agnoletto e compagni, oggi battevano le mani.
Caso numero due: molti di quelli che oggi battevano le mani sono un tantinello stronzi.

 

Hanno messo in moto tutta la loro formidabile macchina mediatica. Hanno mobilitato le bocche di fuoco dell'informazione di regime per screditare il Forum. Hanno parlato di scelta sbagliata. Hanno annunciato devastazioni sicure. Hanno descritto i manifestanti come terroristi simpatizzanti di regimi dittatoriali. Hanno seminato il panico. Hanno scritto articoli per provocare la rissa. Hanno sperato fino all'ultimo che potesse scoccare una qualsiasi scintilla. 
Ma si sono trovati di fronte una città splendida, per niente impaurita di accogliere centinaia di migliaia di persone, organizzata al meglio e felice di tanta gioia di vivere. Centinaia di concerti, dibattiti, momenti di riflessione, e un corteo meraviglioso, immenso, colorato, multietnico. Volevano la guerriglia, sono stati giorni di festa!
Le uniche devastazioni ci sono state nei cervelli di attempate scribacchine, di incapaci ministri, di ipocriti premier e di ottusi negozianti (quelli che invece hanno aperto hanno fatto affari d'oro).
Grazie al prefetto Serra che ha mantenuto defilato l'imponente schieramento delle forze dell'ordine, grazie a Fini che stavolta non è venuto in questura a dare disposizioni. Grazie soprattutto a tutti voi che siete venuti, tornate anche domani, che Firenze non è mai stata così bella!

Piazza Beccaria, me ne sto appogiato a una ringhiera ai margini del corteo. Si avvicina il padre di Carlo Giuliani con una piantina della città in mano, mi chiede un'informazione. Dopo avergli spiegato come fare per tagliare una parte del percorso chiedo di potergli stringere la mano: "Lei è una persona davvero grande, grazie" "No - risponde - sono io che ringrazio lei, tutti voi, e la vostra città". Ok, sarà retorica, ma mi sono leggermente commosso.

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E' lunedi, la festa è finita. Il palco nel piazzale dello stadio è stato smontato, così che gli ultras possano riappropriarsi del loro spazio per accoltellarsi ogni domenica. I negozianti che erano stati terrorizzati dai terroristi dell'informazione riscoprono le loro vetrine e le loro insegne, McDonalds, Mastercard, American Airline, variopinti simboli della tradizione storica della città, tanto cari alla Fallaci (i simboli, mica la città). Le signore impellicciate possono finalmente riportare a scuola i loro figli, con i loro zainetti griffati e le loro merendine geneticamente modificate, parcheggiando in tripla fila davanti al portone. Tutte le auto hanno ripreso il loro posto sui marciapiedi della città, e c'è voluto del bello e del buono per riincastrarle tutte così com'erano. Sui lungarni è riapparsa la lunga colonna di pullman carichi di macchine fotografiche con turista giapponese incorporato. I viali che sabato erano stati invasi dal colorato e rumoroso corteo dei manifestanti, oggi sono invasi dal colorato e rumoroso corteo di spetacchianti automobili. L'aria è tornata irrespirabile. Chissà com'è contento Zeffirelli...

 

Mentre Pisanu e compagnia non perdono occasione per seminare il panico e annunciare devastazioni al Social Forum di Firenze (salvo poi attribuirsi i meriti se tutto filerà liscio), un ministro della Repubblica va in giro a vantarsi: "Ho valutato che c’erano 500 uomini veri pronti a farsi saltare in aria per la libertà. La Lega è l’unica forza in grado di portare uno scontro di massa contro lo Stato".
Nel frattempo a Roma qualche centinaio di personcine per bene manifestano il loro "orgoglio di rifarsi a Mussolini", inneggiano al duce, salutano romanamente, e tra un "boia chi molla" e l'altro trovano il modo di gridare "Ai forni, ai forni!" quando l'europarlamentare leghista Borghezio prende la parola per dire "Non sopporto questo tentativo mondialista di imbastardire il nostro sangue. Dobbiamo spazzare l’immigrazione. Perché intorno alla Sinagoga non girano quelle facce di merda?"
Potrei sapere perché Pisanu non ritiene di doversi preoccupare un po' anche di questi? Potrei sapere perché nessun ministro, parlamentare, sottosegretario, portaborse, si sia sentito in dovere di prendere le distanze da questa gente?

 

Titola la fanzine di carta igienica: "I no-global sono la nuova arma di Allah" ('sticazzi... la prossima volta titoleranno "La CGIL nuova arma di Manitù")
Dice il ministro dell'interno Pisanu: "I manifestanti vogliono occupare la base americana di Camp Derby (il prefetto di Pisa dice che è una panzana n.d.r.), e i centri per immigrati" (in Toscana non ne esistono n.d.r.)
Blatera il berluscone: "La scelta di Firenze come sede del Social Forum è azzardata, secondo le mie informazioni vi saranno sicuramente devastazioni"
Sarei curioso di sapere, visto che l'organizzazione della manifestazione è iniziata nel febbraio scorso, come mai questi menagrami si sono svegliati solo adesso. E vorrei sapere, soprattutto da Pisanu e Berlusconi il cui mestiere è quello di garantire sia le democratiche manifestazioni che l'ordine pubblico, come mai se sono così bene informati anziché adoperarsi per rendere innocui gli onnipresenti agitatori, continuano a gettare benzina sul fuoco e ad alimentare un clima di allarme e paura. Come sempre cercano di distogliere l'attenzione dagli scomodi (per loro) contenuti del forum. Che tratterà di Europa alternativa e di solidarietà, e manifesterà contro neoliberismo, razzismo e guerra.
Dicono che li preoccupa in particolare il corteo in programma sabato 9, dimenticandosi che appena dieci giorni fa allo sciopero organizzato dalla CGIL hanno partecipato duecentomila persone senza che succedesse niente. Dicono che potrebbero bastare un centinaio di facinorosi per scatenare la guerriglia urbana: ma allora cosa dovrebbero dire gli abitanti di Roma, altra città d'arte, che ogni giorno vedono circolare a piede libero addirittura ministri deputati e senatori?

 

George Dabliu Bush, quello che per risolvere il problema degli incendi propone di tagliare i boschi, ha una gran voglia di giocare alla guerra. Dice lui che il fatto che di mestiere faccia, oltre che il presidente degli Stati Uniti, anche il petroliere, non c'entri nulla col fatto che l'Iraq è pieno di petrolio. Dice lui che siccome Saddam Hussein potrebbe avere armi di distruzione di massa (Berlusconi dice di no, anzi di si, anzi forse, chiedete a Putin), e potrebbe usarle contro l'odiato mondo occidentale, è giusto radere al suolo il suo Paese, perché non si sa mai. Guerra preventiva la chiama.
Ora, tutto sommato l'idea di anticipare le mosse dell'avversario per far scattare la trappola del fuorigioco non sarebbe poi tanto male, e se non fosse che sotto le bombe di solito ci rimangono centinaia di migliaia di poveracci, potrebbe essere anche un atteggiamento condivisibile e ampliabile in altri campi.
Per esempio: domattina il primo cliente che entra in negozio, anziché salutarlo lo mando affanculo. Si, un bel vaffanculo preventivo, hai visto mai che questo sia un rompicoglioni che mi fa perdere un sacco di tempo inutilmente. Oppure, come faceva mia nonna con mio padre quando era piccolo: prima di uscire di casa... CIAF! uno schiaffone. "Così se non ti comporti bene sai cosa ti aspetta!"
E si potrebbe estendere la prevenzione anche nei tribunali: quell'avvocato per esempio, quel Previti. Subito dentro, in galera! Tanto che è un evasore fiscale l'ha già confessato, quindi se si fa qualche anno di galera preventiva, diciamo tredici, male non gli fa. E poi non si sa mai che a qualche amico parlamentare, che so, un Cirami qualsiasi, non gli venga in mente di fare una legge apposta per tirarlo fuori dai guai. Meglio prevenire.

 

Dichiarazione di Maurizio Gasparri al Messaggero: "Rai 3 continua un uso a senso unico della tv, in particolare Blob che l'altra sera ha mandato in onda 45 minuti di montaggio incredibile sui tic e i vezzi di Berlusconi". Obbediente come un barboncino, Saccà non perde tempo e censura immediatamente la puntata successiva di "Speciale Blob - Berlusconi contro tutti".
Non contenti di farsi le leggi su misura, non contenti di manipolare il 90% dell'informazione, i servi di regime cercano di mettere il bavaglio alle ultime restanti voci dissonanti, in attesa di mettere mano al web. Come fa giustamente notare Curzio Maltese dalle pagine di Repubblica, si è voluta colpire la memoria del paese. Il programma infatti altro non era che la riproposta di apparizioni e dichiarazioni televisive del berluscone dal 94 a oggi, senza alcun montaggio irriverente e senza alcun commento. Solo una carrellata di immagini d'archivio, tanto per rinfrescare la memoria ai più sbadati. Sarà mica colpa di Ghezzi se nel 94 Berlusconi elogiava il lavoro del pool di Milano e oggi non perde occasione per infangarlo?
Ridicola la scusa dei vertici Rai: "La satira va fatta su tutti, non può essere a senso unico". Bella cazzata: a parte che da che mondo è mondo la satira ha sempre preso di mira il potere, ma non è mica vietato fare un Blob di destra. Prego accomodatevi, vediamo cosa sapete fare. Dateci un Benigni di destra, un Dario Fo di destra, un Votantonio di destra. Forza, che ci vuole, fateci ridere!

 

"Continuiamo così, facciamoci del male" (Nanni Moretti, sempre lui)
Disse Indro Montanelli che il miglior vaccino contro Berlusconi era Berlusconi stesso, bastava farlo governare, poi si sarebbe tirato la zappa sui piedi da solo.
Aveva ragione. Oggi anche i suoi sostenitori cominciano a storcere la bocca di fronte alle leggi fatte su misura, la finanziaria è una presa di culo che fa incazzare persino gli industriali, i suoi ministri litigano tra loro un giorno sì e uno pure, anche i i suoi sondaggisti lo danno finalmente in calo. 
Ecco, ci siamo -uno pensa- ora la sinistra si compatta, sviluppa un programma unitario, sceglie un leader unico e credibile, e forte dei milioni scesi in piazza nell'ultimo anno, viaggia a vele spiegate verso le prossime elezioni, pronti a cogliere una vittoria storica e a chiudere definitivamente l'epoca dei nani, delle ballerine, dei pregiudicati, dei cirami e degli schifani.
Seeeee... buonanotte. Alla prima occasione utile, dopo aver girato mille piazze e televisioni a proclamare la volontà di far nascere e crescere un nuovo Ulivo, i vari D'Alemi, Rutelli, Boselli, e fringuelli ricominciano imperterriti a tirarsi martellate sui coglioni. C'è da decidere se mandare mille alpini in Afghanistan: non è cosa da poco, ma non è nemmeno che ci voglia tanto: o sì o no. Voglio dire, in tutti questi anni (qualcuno addirittura al governo) 'sto straccio di Ulivo l'avrà pure elaborata una strategia di politica estera? No, nulla! Quello convoca un'assemblea, quegli altri non ci vanno neppure. Uno vuole mandare la fanteria, quell'altro preferisce i carabinieri a cavallo, quello gli alpini sì ma senza le penne sul cappello, quell'altro non ne vuol nemmeno sentir parlare. In senato sono riusciti a presentare 5 mozioni diverse. Cinque!
Complimenti, siete riusciti ancora una volta a portare la maschera dell'ossigeno a questa destra che cominciava a boccheggiare, siete riusciti di nuovo a far brindare a champagne i La Russa e i Vito. Nel momento in cui era indispensabile unità e chiarezza siete riusciti a rendervi impresentabili come forza alternativa di governo. Ma diobono, il 14 settembre era solo venti giorni fa, possibile che vi siate già dimenticati dell'esortazione a non bisticciare? Possibile che non abbiate capito un cazzo?

 

Non che le sue esternazioni siano mai state particolarmente sagaci, ma ultimamente il berluscone sta pisciando decisamente fuori dal vaso. Tempo fa dette di sottosviluppati agli arabi, poi raccontò una volgarissima barzelletta sui malati di AIDS, poi prese per il culo un ragazzotto che emozionatissimo gli si era rivolto balbettando, poi fece le corna in diretta TV. 
Se qualcuno pensava che, abituandosi al suo ruolo istituzionale, col tempo avrebbe imparato a collegare il cervello prima di parlare, deve ricredersi. Parlando dei pensionati ha detto che non si può mantenere gente che smette di lavorare e poi campa decenni. Sui cadaveri dei clandestini recuperati a Porto Empedocle ha fatto lo spiritosone dicendo non credo si siano lamentati per via dei pedalò. Ha mandato a quel paese l'ex-presidente Scalfaro che lo invitava a smettere di ciaccolare con i suoi portacipria in Senato. Poverino, è proprio un suo limite, non ci arriva. Ogni volta che apre bocca di fronte a una platea che non sia fatta di gonzi suoi dipendenti, provoca dissesti e perdite di voti (dove vadano a finire non si sa, a sinistra no di sicuro)
Allora, siccome in qualche modo deve pur occupare lo spazio concessogli da sei emittenti televisive, per arginare il fenomeno gli scrivono ciò che deve dire. Un tempo lo faceva Tajani, ma era talmente inutile che ora è stato mandato a fare il servo muto da qualche altra parte. Ora accanto al berluscone c'è sempre Bonaiuti. Fateci caso: rispetto a Tajani, lui non sta dietro, ma si siede sempre di fianco al suo padrone. E quando il piccoletto parla, lui lo fissa costantemente, e segue attentamente il discorso, annuendo compiaciuto quando il capo ci azzecca, e correggendolo immediatamente quando esce dal seminato. E' un premier telecomandato.
Capito perché non vuole mai partecipare ai confronti televisivi?

 

Coooosaaaa???? Ho sentito bene? Ora il berluscone cerca aiuto dall'opposizione?
"Diamoci una mano tutti insieme: calmiamoci tutti, il disfattismo nazionale mettiamolo da parte, lavoriamo insieme per quattro anni puntando alla concordia". Questo ha detto il pregiudicato più ricco d'Italia, in maniche di camicia e golfino sulle spalle (il suo ufficio pubblicità deve avergli detto che alle stronzate in blazer e cravatta a pois non ci crede più nemmeno la Confindustria, meglio sparare cazzate casual). Ora che Tremonti non sa più a che santo votarsi, ora che è riuscito a fare incazzare pure gli industriali, ora che persino quei due bischeri di Pezzotta e Angeletti hanno capito di essere stati presi per il culo, ora che lo stanno capendo anche qualche milione di italiani, viene a chiedere aiuto a noi? E poi cosa vuole, un'altra bicamerale?
Oh mezza sega, ma con chi credi di avere a che fare, con D'Alema? Guarda che io me lo ricordo di tutte le palate di fango che fino a ieri ci hai tirato addosso. Ci hai detto che eravamo terroristi, ci hai dato del bamba (sinonimo di stronzo n.d.r.), hai accusato il nostro prossimo leader di essere il mandante di un omicidio, e adesso vorresti una mano? Ma va' a cacare!

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Gente, qui siamo al tubo del gas. L'ultima: "Italiani, non risparmiate, spendete di più!"
Non solo questo analfabeta della democrazia (ricordate? "Io in Parlamento non ci vado, quello è un posto dove si fanno solo chiacchiere") cerca un'ancora di salvezza nell'opposizione (e c'è solo da augurarsi che qualche coglione coi baffi non si dica possibilista...), ma adesso il super manager, l'imprenditore che si è fatto da solo, il genio della finanza, quello che da del tu a Bush (come se ci fosse da vantarsene...), circondato da una schiera di superministri, per risanare un'economia allo sfascio non trova di meglio che esortare i sudditi a buttar via i loro risparmi. Berlusconi, ma va' ciapa i ratt!

 

Tempo fa, anticipando in qualche modo Moretti, chiesi che qualche elettore di destra mi illustrasse il procedimento logico e mentale che lo aveva portato a votare gente come Gabriella Carlucci, o Renato Schifani, o Marcello Dell'Utri (continuo?). Chiesi anche che qualcuno mi dicesse sinceramente se avrebbe comunque votato il polo se nel famoso contratto il berluscone avesse indicato che la sua priorità sarebbe stata la legge sposta processi anziché le meno tasse per tutti. Risposte ricevute: zero.
Lo dico sul serio, io vorrei davvero intavolare una discussione con qualcuno che invece di recitare gli slogan imparati a memoria nelle trasmissioni di Vespa, Iva Zanicchi o Raimondo Vianello, mi facesse capire in base a quale ragionamento si manda a fare il premier un pregiudicato reo confesso, e a fare il ministro dell'economia un commercialista da quattro soldi. Solo che pare che gli elettori di forzitalia non esistano. Che non frequentino assiduamente questo sito lo posso anche comprendere, il fatto è che non ne trovo neppure intorno a me. Di tutti coloro ai quali l'ho chiesto, non ho trovato nessuno, dico nessuno, che abbia affermato con orgoglio di aver votato per il berluscone (succedeva così anche con la vecchia DC, ricordate?). I casi sono due: o gli scrutatori ai seggi sbagliarono clamorosamente a contare, o questi si vergognano.
In verità qualcuno di destra mi ha scritto, solo che non mi pareva il caso di aprire un dibattito partendo da un livello, diciamo così, non troppo elevato. Vi riporto pari pari un paio di e-mail, certo che se la destra è davvero solo questa mi risulta ancora più difficile capire come si siano potute perdere le elezioni.

come si dice al mio paese , spero che torni presto il pover Benito ed i suoi per darti tante di quelle randellate da non farti rialzare per un bel pezzo! TONTO! (carlorobella@...)

vaffanculo comunista bastardone di mmerda.... W IL DUCE...DUX, MEA LUX (imperator2000@....)

 

Periodicamente, le vicende che si accavallano nella vita quotidiana, portano il lessico ad essere inondato da qualche parola fino a poco prima sconosciuta, o quantomeno dimenticata. Tempo fa venimmo bombardati a colpi di "bicamerale", poi ci furono gli "inciuci", poi i "colpi di maggioranza". Ultimamente, nelle brevi pause in cui la banda bassotti non si occupa di "legittimi sospetti", va molto di moda parlare di "flessibilità". Il ministro del lavoro, ben erudito dal suo padrone, usa molto elegantemente questa parola per indorare la pillola a quei poveracci che dall'oggi al domani si troveranno disoccupati. A volte, con un meno elegante insulto all'intelligenza di chi ascolta, la "flessibilità" viene evocata con valenza positiva, come un'occasione di crescita per quel lavoratore, "flessibile" appunto, che grazie all'abolizione di articoli diciotti e diritti vari, e al conseguente licenziamento, potrà avere la possibilità di trovare altri lavori più gratificanti e/o remunerativi. Sempre flessibili ovviamente.
Ordunque, io avrei un'ideuzza per far sì che lo scontro sociale in atto si attenui, per consentire al lavoratore in stato di flessibilità di arrivare a fine mese senza l'acqua alla gola, e al tempo stesso permettere che il berluscone possa saldare i conti con gli industriali suoi sponsor: flessibilità certo, perché no? Ma flessibilità totale, assoluta, flessibilità a tutto campo!
Spiego meglio: quando a fine mese arriverà il padrone di casa a riscuotere l'affitto, lo rimanderemo indietro: "Questo mese si salta, riprovi il prossimo, sia un po' flessibile anche lei, che diamine"
Quando la cassiera del supermercato ci presenterà il conto, noi le renderemo gentilmente lo scontrino: "Grazie signorina, lo tenga pure lei, sa com'è, io sono flessibile. Ah, mi sono dimenticato le zucchine..."
Quando ci arriverà la cartella delle tasse, la rispediremo al mittente: "Egregio sig. ministro delle finanze, grazie al regime di  flessibilità da lei stesso gentilmente concessomi, la informo che quest'anno l'erario non percepirà dal sottoscritto neanche un centesimo. Distinti saluti."

 

In questi giorni ferragostani, non trovo di meglio che far galoppare la fantasia. E siccome come diceva nonmiricordochi "a pensar male di solito ci si azzecca", ecco che mi vengono in mente alcune cosette.
Di pagare meno tasse non se ne parla, i dati Istat (quelli di Datamedia non contano) dicono che i posti di lavoro sono diminuiti, Tremonti non sa più che pesci pigliare, Lunardi vuol fare il ponte sullo stretto e intanto gli deragliano i trenini locali. Insomma, a voler esser buoni, quel famoso contratto sbandierato da Vespa oggi potrebbe tornar comodo per pulirsi il culo.
Però ci sono dei settori in cui i berluscazzi stanno lavorando alacremente e bene: è sotto gli occhi di tutti la micidiale efficienza di governo e parlamento nell'approvare leggi e leggine che mettano al riparo il loro datore di lavoro da eventuali (probabili, inevitabili, direi) condanne.
Un altro fronte che ha visto il governo impegnatissimo è quello del lavoro: la ripresa economica rimane un miraggio, di nuovi posti di lavoro non ne sono stati creati neanche mezzo, per le grandi opere non c'è un centesimo, eppure la Confindustria non mostra segni di insofferenza, anzi, continua ad appoggiare e a difendere a spada tratta l'operato del banana. Possibile? Possibilissimo, perché il furbastro sta ripagando gli industriali, suoi principali sponsor, col più prezioso dei regali: la spaccatura del Sindacato.
E poi c'è un altro aspetto che mi frulla in testa, e che si ricollega sia alle vicende sulla giustizia, sia al saldo di conti in sospeso. La prendo larga: ricordate quanti parlamentari del polo sono stati eletti nei collegi siciliani? 61, cioè tutti, il 100%. Ora una domanda: oltre al premier inquisito, quali altri soggetti potrebbero trarre vantaggi dall'abolizione di certi reati, dal rientro di capitali esteri, dall'annullamento delle rogatorie, dalla ricusazione di giudici non graditi? Pongo la domanda in altro modo, più malizioso: secondo voi, di fronte all'ultima proposta di legge di Pittelli, quello che vuol mandare l'avviso di garanzia ancora prima che inizino le indagini, uno, poniamo, del clan di Leoluca Bagarella, si sarà messo le mani nei capelli, o avrà brindato a champagne?
Ed ecco che in questo mio fantasioso delirio di ferragosto non posso fare a meno di ricordare che certi boss mafiosi, Bagarella in testa, giusto un mese fa fecero un proclama dal carcere che sapeva tanto di "avvertimento": protestavano contro il famigerato (per loro) 41 bis, si dichiaravano "stanchi di essere usati come merce di scambio", si chiedevano "dove sono gli avvocati delle regioni meridionali, in cui sono più numerosi i detenuti sottoposti a questo regime... e che ora sono nei posti apicali di molte commissioni preposte a fare queste leggi", annunciavano che se non fossero migliorate le loro condizioni, sarebbero passati da una protesta "pacifica e civile" a "forme più drastiche".
Sono proprio malizioso eh?

 

Succede che tale Stefano Surace, settantenne ex direttore del mitico "Le Ore" (ah... quanti ricordi...), sia da otto mesi in galera per delle condanne risalenti a una trentina di anni fa (ma la prescrizione dei reati funziona solo per certa gente?). Evidentemente anche la giustizia, quando non è manipolata da burattinai senza scrupoli, riesce a essere implacabile. Il caso è stato portato alla luce dalla figlia, e in questi giorni il leader dei radicali, Daniele Capezzone sta facendo la spola tra i vari TG. Con voce ferma e profonda, lo sguardo dritto verso la telecamera, con la sua aria perennemente severa (l'ultima volta che lo hanno visto ridere fu nel 94 quando Berlusconi cominciò un discorso dicendo "Io penso..."), va annunciando scioperi della fame e iniziative in nome della giustizia a favore di Surace.
Due domande: mi piacerebbe sapere se, in questi giorni in cui la Giustizia è stata massacrata, il nostro abbia rinunciato almeno a una caramella. Ma soprattutto, visto che questo poveraccio sta in carcere da otto mesi, non sarebbe stato il caso di intraprendere queste importanti iniziative un tantinello prima? 

 

Feltri Vittorio è un ex giornalista, titolare di una fanzine di governo stampata su carta igienica. I suoi giudizi pacati, il suo fine umorismo, la sua deontologia professionale, lo spinsero tempo fa a pubblicare in prima pagina le foto dei bambini coinvolti in un turpe giro di pedofilia. Purtroppo per lui l'Ordine dei giornalisti non gradì e lo radiò dall'albo, e purtroppo per noi nessun genitore di quei bambini ebbe la prontezza di spirito di andarlo a trovare per una chiacchierata a quattr'occhi con una mazza da baseball in mano. E così ancora oggi questo ominide può continuare a dispensare i suoi lettori di giudizi equilibrati, e dare lezioni di pluralismo informativo.
E' di questi giorni l'annuncio di una sottoscrizione per la raccolta di fondi a favore dell'appuntato Placanica, quello che un anno fa a Genova sparò un colpo di pistola che, a forza di rimbalzare qua e là, finì per colpire in fronte Carlo Giuliani. Pare che il Feltri abbia messo insieme 400.000 euro.
Mi piacerebbe sapere se il carabiniere pistolero abbia accettato il rotolo di banconote macchiate di sangue, o, in un barlume di coscienza, lo abbia rimandato al mittente, intimandogli di ficcarselo su per ... ehm... di usarlo come supposta.

 

In questa lezione vi parlerò di un argomento noto: l'articolo 18 e tutto quel che ne consegue. Vorrei fare un esempio, pratico e semplice, a prova di imbecilli, ché lo possano capire perfino i Pezzotti e gli Angelotti: io ho una bella e avviata azienda, chiamiamola "Votantonio spa" con, diciamo, una sessantina di dipendenti. Quindi, TUTTI TUTELATI dall'articolo 18. 
Il lavoro sta andando bene, e decido di assumere altri dieci dipendenti. Ma a questo scopo, anziché inserirli nella Votantonio spa, fondo un'altra azienda, la "Votasilvio srl". Essendo meno di quindici, i miei nuovi dipendenti si ritroveranno SENZA la tutela dell'articolo 18.
Un bel giorno vado dal notaio, e con una complicata, ma non troppo, operazione di fusione - incorporazione - scissione, trasferisco i sessanta dipendenti dalla "Votantonio spa" alla "Votasilvio srl". Che, oltrepassando il limite dei quindici, si ritroverà quindi con settanta dipendenti, TUTTI SENZA la tutela del famigerato, bistrattato, inutile, fasullo, rompicoglioni articolo 18.
Ora, io di mestiere faccio il commesso (tutelato dal 18, per il momento), ma vorrei sapere dai fassini dai rutelli e dai d'alemi, e soprattutto dai pezzotti e dagli angelotti, se questa ipotesi appena elaborata la considerano l'ennesima stronzata partorita dalla mia mente bacata, o una strada percorribile da qualsiasi imprenditorucolo del nordest o del sudovest. E in quest'ultimo caso, porcacciamadoscatroia, perché avete firmato quel patto scellerato? Ditemi, qual'è il vero motivo per cui avete svenduto i diritti di milioni di lavoratori. Voglio sapere perché, perdio!

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Lezione numero due, si parla di matematica, che, come tutti sanno, non è un'opinione (eccetto che per Tremonti). Dunque, i berluscazzi ce la menano da tempo che, abolendo l'articolo 18, cioè favorendo i licenziamenti, l'occupazione aumenta. Bene, nella mia azienda dell'esempio precedente, c'è un dipendente che mi sta sulle palle. E' bravissimo, per carità, ma non sopporto che ascolti i CCCP, che porti l'orecchino e che, orrore, il 16 aprile abbia scioperato. Licenziato! E già che ci sono mando a casa anche la segretaria, che sono tre mesi che ci provo ma lei non me la dà nemmeno sotto tortura. 
Ora però mi trovo con due dipendenti in meno, quindi ne devo assumere un paio di nuovi. Cioè, nella migliore delle ipotesi: due licenziati, due assunti. Domanda: dove come e quando aumenta l'occupazione? In base a quale magica alchimia matematica 2 meno 2 dovrebbe fare più di zero? Chi mi vuole rispondere? Lei signor Maroni?

 

Come se non bastasse Cossiga a rendere il senato simile a un reparto psichiatria senile, ecco che adesso ci si mette pure Pannella. E qualcuno gli da' pure spago.
Da un po' di tempo lo vediamo elemosinare spazi in televisione, brandendo il suo volto scavato e la sua voce impastata, provato da vari giorni di sciopero della fame e della sete. Mesi fa, non sapendo più come fare per farsi considerare un minimo, si mise a bere il suo piscio. I motivi di questo comportamento? I prezzi altissimi dei farmaci anti aids imposti dalle lobbies farmaceutiche? Nooooo. I continui attacchi alla democrazia e alla Costituzione perpetrati dai berluscazzi al governo? Nooooo. La sistematica riduzione dei diritti dei lavoratori? Nooooo. Protesta per la mancata elezione degli otto membri laici del CSM e per la questione dei dodici seggi ancora vacanti in parlamento. Ecchissenefrega! Ma non hai proprio argomenti migliori per cui rischiare la pelle? Povero Giacinto detto Marco, come ti sei ridotto male.
Comunque, nonostante le precarie condizioni fisiche (e mentali aggiungerei...) ha trovato il modo di definire "un signore arrogante" Cofferati (questo di sputare merda addosso al leader CGIL sta diventando uno sport nazionale, evidentemente il "cinese" fa paura a molti). Ora dice di aver interrotto lo sciopero per 36 ore, per rispetto di Ciampi, Casini e Pera. Per l'amor del cielo, per rispetto di tutti gli italiani, Ciampi Casini e Pera, fatelo rinchiudere in una casa di cura. Definitivamente.

PS: mentre scrivo queste fesserie, su La7 va in onda uno speciale sul caso Pannella. In effetti il nostro è messo maluccio, e istintivamente si prova come un senso di angoscia. Poi noto che si accende una sigaretta dopo l'altra. E allora, caro Pannella, vaffanculo te e il tuo sciopero della fame!

 

E' pacato, coerente, pungente, trascinatore. Insieme a lui si sono mobilitati milioni di lavoratori, che finalmente hanno trovato un leader vero. Dice che tornerà a lavorare alla Pirelli, ma tra un po' avrebbe spazzato via tutti i Rutelli i Fassini, i D'Alemi e soprattutto i berluscazzi che ammorbano la vita politica e sociale di questo Paese. E allora ecco puntuale una infame palata di merda lanciatagli addosso per fargli capire con che razza di schifezze umane ha a che fare. Ecco che finanche "Repubblica" si presta al gioco pubblicando le lettere del povero Marco Biagi che mentre implora la scorta, lo indica come fomentatore di oscure minacce. Ecco che i pescicane si gettano sulla preda e parlano solo di lui, come fosse il mandante del delitto, facendo finta di dimenticarsi che il vero scandalo sta nel non aver ascoltato quelle implorazioni di protezione.
Ricordate? Quando Biagi fu ammazzato io ironizzai dicendo che sul luogo del delitto di lì a poco, oltre alla stella a cinque punte, avrebbero trovato anche un distintivo della CGIL. Come sempre la satira ci aveva visto giusto, anzi, la realtà è ben peggiore di come la dipingono i giullari.
Ogni giorno che passa è sempre più flebile la mia speranza di una società non dico migliore, ma almeno diversa da questa. In questo mondo di imbecilli, io non conto nulla, sono solo uno dei tanti sotto a quel palco, ma vorrei esprimere la mia solidarietà e il mio affetto nei confronti di Sergio Cofferati.

 

Come spesso gli capita, il berluscone accusa televisioni e giornali (tutta roba sua peraltro) di disinformazione. Stai a vedere che stavolta ha ragione? 
Per esempio, Paolo Berlusconi (il fratellino, mica un cugino di secondo grado) patteggia la pena al processo per la discarica di Cerro, e viene condannato a risarcire 50 milioni di euro (di euro, mica di dracme...). Ne avete mai sentito parlare in qualche TG? E Tiziana Parenti ve la ricordate? Tempo fa è stata condannata per diffamazione nei confronti del pool di Milano. Saputo nulla?
E di quel Marco Landi, tecnico informatico un tantino "scomodo", trovato appeso a una trave del soffitto, e subito indicato come suicida: siete mai stati informati che un minuto prima di mettersi il cappio al collo stava aggiornando il suo curriculum sul computer? Buffo eh, per uno che sta per togliersi la vita?
E la pistola che ha sparato al G8? Ve l'ha mai detto nessuno che, secondo una perizia, pare sia stata successivamente manomessa? Sarà stato mica per quello che le pallottole seguivano strane traiettorie rimbalzanti?  
E sarà mica per tutto questo (e molto altro) che ogni volta che accendo le televisione m'incazzo?

 

Scrivo queste due righe mentre sto seguendo l'ultima puntata di Sciuscià dedicata all'Afghanistan. Le immagini dei servizi di apertura, Gino Strada, Giulietto Chiesa, Vauro, gli altri ospiti della trasmissione stanno dando vita a un appassionato dibattito sulla situazione del dopo talebani. E' un bellissimo esempio di giornalismo, di scambio di idee, anche di accesi scontri tra opinioni diverse. Ogni intervento è spunto di riflessione, insinua un dubbio, solleva un interrogativo, costringe il telespettatore a pensare. E mi domando: dove le abbiamo mai viste trasmissioni come queste? Su quali reti avremo modo di seguire, domani, confronti altrettanto ricchi e coinvolgenti? 
E mi rispondo: al berluscone non interessa nulla delle idee politiche di Santoro, non è per questo che sta cercando disperatamente di farlo fuori. Lui, teleimbonitore che di mestiere vende prosciutti e di televisioni se ne intende, è terrorizzato da un giornalismo fuori dal coro, da una televisione controcorrente, da qualcuno che possa mettere in moto il cervello della gente, da qualcosa che si discosti dalla melassa filogovernativa.
Titoli di coda, saluti, pubblicità. Spippolo sul telecomando e trovo Maurizio Costanzo, noto sovversivo comunista, sempre citato dal berluscone quale esempio di indipendenza delle sue reti. Parla di pettegolezzi con la Valeria Marini e altri personaggi e soubrettine, a un certo punto vedo la Marina Ripa di Meana che litiga con Platinette, insultandosi pesantemente e urlandosi a vicenda di mostrare il proprio pelo (giuro, testuale). Di solito chi difende questi penosi teatrini argomenta dicendo che "è gratis". E ci mancherebbe altro!

 

Terrorizzati dal fatto che la maggioranza degli italiani (che, ricordiamolo, contrariamente a quanto dicono loro NON ha votato per il polo) abbia ancora dei neuroni attivi nel cervello, i berluscazzi al governo hanno proposto di abolire dai palinsesti Rai le trasmissioni di informazione politica. Coerentemente col suo pensiero secondo il quale il livello mentale dell'italiano medio è quello di "un bambino di undici anni, nemmeno tanto sveglio", il berluscone continua l'opera di granfratellizzazione delle coscienze iniziato una ventina d'anni fa.
Ma siccome potrebbe non essere sufficiente a piegare la volontà di quei tanti (la maggioranza, ripetiamolo) che continuano imperterriti a scendere in piazza, a fare girotondi sotto casa, o a visitare siti scemi come questo, ecco che il nostro ex venditore di prosciutti prestato alla politica tira fuori dal cilindro una delle sue armi più subdole: i sondaggi.
Così da oggi la Rai ha messo in cantina la Abacus, e ha affidato i suoi conteggi degli umori del popolo alla HDC Datamedia. Cosa c'è di strano? Che la Datamedia è quella società che si occupa anche delle campagne promozionali del piccolo pregiudicato (ricordate i mega manifesti dell'anno scorso?). E' quella società i cui sondaggi, in controtendenza rispetto a tutti gli altri, sono sempre sfacciatamente favorevoli ai berluscazzi, sono quelli che il giorno dopo lo sciopero generale ci hanno raccontato che il gradimento nei confronti del governo era oltre il 70%, praticamente ci vogliono far credere che sarei berlusconiano pure io.
Ora, di fronte a questo ennesimo putrido atto propagandistico, c'è qualcuno, escluso D'Alema, che possa definire la situazione politica attuale con una parola diversa da "regime"?

 

Senti un po', berluscone dei miei coglioni, che tu vada in giro a dare del clown ai francesi mi sta anche bene, ma dei tuoi insulti gratuiti nei miei confronti io mi sarei un po' rotto il cazzo. Il mese scorso ero alla manifestazione di Roma, e tu hai detto che ero un terrorista, l'altra settimana ero in corteo per lo sciopero generale, e tu mi hai dato dell'ignorante. Ora basta!
Durante gli anni di piombo degli anni 70 io facevo forca a scuola per andare a protestare contro il terrorismo, tu, oltre a intrallazzare con quelli della P2, dov'eri? L'altro giorno io ero informatissimo e sapevo perfettamente i motivi per cui rinunciavo a una giornata di stipendio, tu piuttosto, l'hai mai letta la Costituzione? Mai sentito parlare di libertà di espressione? E tu che sbraiti contro presunti atti criminosi, sbaglio o in quanto a condanne e a processi in corso sei messo un po' peggio di quelli che accusi?
E allora, porcamadosca, si può sapere perché almeno una volta, una volta nella vita, non cogli l'occasione per startene zitto? La satira non avrebbe spunti, ma ne guadagnerebbe la dignità del nostro Paese.

 

Accusare Biagi, Luttazzi e Santoro di atti criminosi, e stilare una lista di proscrizione nei loro confronti, auspicandone il licenziamento, è la prova, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della pericolosità di questo omuncolo piccolo, pelato e fascista. Se a pronunciare quelle stupide frasi fosse stato l'altro fascista, quello in doppiopetto, mi sarei semplicemente stupito della loro inusuale volgarità, ma quando a dire delle cazzate del genere è uno che paga lo stipendio a gente come Ferrara, Fede, Belpietro, provo un misto di rabbia e paura. Quando a predicare contro atti criminosi è un pregiudicato che sta cercando con ogni mezzo di sottrarsi al giudizio di un Tribunale, provo disagio e conati di vomito. E mi torna in mente quel famoso titolo a nove colonne del mai troppo rimpianto "Cuore".

Provocatori? Insensibili? Arroganti? Trovatele voi le parole giuste, perché io ho difficoltà a trovare i termini adatti senza cadere nel turpiloquio più bieco. Sapete cosa fanno questi ....... al governo? Mentre milioni di lavoratori stanno scioperando per protestare contro l'abolizione dell'articolo 18, lo stesso giorno, martedi 16 aprile, questa manica di ....... si appresta a chiedere la fiducia al parlamento per poter abrogare tutto (TUTTO!) lo Statuto dei Lavoratori per quelle imprese che emergano dal sommerso. Se non è un golpe questo...
Nonostante possano godere di un'ampia maggioranza evitano qualsiasi discussione e pongono la fiducia su un argomento per il quale milioni di persone sono ancora in piazza. E poi ci accusano di non volere il dialogo. E viscidi approfittano ignobilmente del silenzio degli organi d'informazione.
(PS: hanno rimandato il voto al giorno successivo, e in diretta TV. Ma la sostanza non cambia)

 

Mi è capitato in questi giorni di percorrere (in Vespa, ormai Nanni Moretti sta sostituendo il Che nell'immaginario collettivo di noi sinistrorsi) buona parte dell'hinterland milanese e tutta la via Emilia, da Milano a Bologna. Inverigo, Giussano, Vimercate, Concorezzo. E poi Melegnano, Secugnago, Casalpusterlengo, ogni indicazione di località è sottotitolata "repubblica del nord". Il cielo plumbeo e la pioggia battente rendono il paesaggio di un grigio uniforme, come le facce di chi incontro. Vanno tutti di fretta, perennemente incazzati, basta indugiare a un incrocio che ti superano sgommando e imprecando, il barista ti serve il caffè quasi ti facesse un piacere, il benzinaio ti porge controvoglia un panno per pulire la visiera del casco. Macino chilometri tra puzzo di concime e lande desolate, centri commerciali e camionisti buzzoni, manifesti di Borghezio e bandiere leghiste. Su ogni muro a caratteri cubitali, "padania libera", "indipendenza".
Ma tenetevela perdio, chi volete che ve la tocchi?!

 

Il berluscone, lo sapete, ha qualche processo in corso. E sapete anche che, siccome quei comunisti dei Magistrati ogni tanto andavano in Svizzera a spulciare tra i suoi conti, appena insediato al governo ha pensato bene, oltre a depenalizzare il reato di falso in bilancio, di farsi una bella leggina per ostacolare le rogatorie internazionali. Pensavate si fosse toccato il massimo livello di indecenza? Ebbene no.
E' da tanto tempo che lui, sempre con la scusa dei Magistrati milanesi comunisti, chiede che il processo IRI-SME venga spostato a Brescia, ma disgraziatamente la Legge dice che la cosa è possibile solo quando sussistano "gravi situazioni locali, non altrimenti eliminabili, tali da turbare lo svolgimento del processo". Ovvio che la puerile accusa di comunismo a Borrelli e alla Boccassini non rientra nella casistica, per cui il processo fino ad oggi è rimasto a Milano, anche se le numerose eccezioni presentate da Previti & C. lo hanno pericolosamente portato sull'orlo della prescrizione.
Ma ecco la pensata: Gaetano Pecorella, avvocato del berluscone, e casualmente presidente della commissione giustizia della Camera, illustra una bella proposta di legge, dove all'articolo 45 si prevede che anche soltanto il "legittimo sospetto" può giustificare il trasferimento di un procedimento giudiziario. Non solo: all'articolo 40 si vuole riformare l'istituto delle attenuanti generiche, che dovranno essere concesse quando l'imputato è incensurato, ha più di 65 anni, e il processo si avvicina alla prescrizione. Non c'è scritto esattamente che si garantisce l'impunità ai soggetti bassi, con pochi capelli, proprietari di ville ad Arcore, ma il concetto pare quello. Ah, combinazione vuole che, se approvata, di questa legge potrebbero beneficiare anche Previti, Squillante, Verde e Pacifico. Che culo eh?

 

Mi limito a una constatazione: durante la manifestazione del Palavobis scoppiò una bomba dalle parti del Viminale, e subito qualcuno ne approfittò per insinuare una qualche relazione con i quarantamila manifestanti. Oggi il terrorismo torna drammaticamente alla ribalta, guarda caso pochi  giorni prima della manifestazione del 23 a Roma, e qualcuno non perde occasione per insinuare di nuovo.
Tra un mese ci sarà lo sciopero generale. Lo avevo già scritto un mese fa, lo ribadisco adesso: se in quei giorni vi dovesse capitare di viaggiare in treno, guardate bene sotto i sedili.

Panorama pochi giorni fa così descriveva gli obiettivi del terrorismo: "Personalità impegnate nelle riforme economico-sociali e del mercato del lavoro, e segnatamente quelle con ruoli chiave in veste di tecnici e consulenti. In cima alla lista dei potenziali obiettivi delle BR ci sono il ministro Maroni e i suoi collaboratori più stretti che lavorano nell'ombra" 
La domanda è: se un giornalista ha abbastanza informazioni per tracciare questo perfetto identikit del povero Biagi, possibile che la premiata ditta Scajola & C, quella che, attentissima, ha giustificato l'uso della violenza a Genova perché allertata in vista di possibili attacchi aerei al G8, non sia stata in grado di proteggerlo?
Dice un proverbio delle mie parti: "A pensar male di solito ci si azzecca"

Ricordate? Lo aveva già fatto anche prima del G8, annunciando disordini ancor prima che avvenissero. Nei giorni scorsi ne ha agitato lo spauracchio, quasi a invocarlo, quasi per poter poi dire ve l'avevo detto! Ora che il terrorismo si è rifatto vivo, il berluscone recita il nuovo slogan messo a punto dal suo ufficio marketing: "Frutto dell'odio". Contemporaneamente uno dei suoi adepti più cari, avvocato già sottosegretario, quello con il nome di una nota località turistica, blatera che "il terrorismo è il braccio armato di Cofferati e dei comunisti". Perdendo entrambi l'ennesima occasione di tacere.

Una stella a cinque punte dal tratto incerto, un timbro "obiettivo centrato" stampato su un muro. Poi la rivendicazione delle BR "colonna Carlo Giuliani". Ora mancano il ritrovamento di un distintivo della CGIL sul luogo del delitto, e la testimonianza di qualcuno che ha visto gli assassini fare un girotondo vestiti con delle tute bianche.

Per fortuna capita anche di leggere le interviste a Giuliano Giuliani (il padre di Carlo), di fronte alle cui parole c'è solo da compiacersi che esistono ancora persone così. Grazie.
Un pensiero per i familiari di Biagi.

 

Io 'sti radicali non li sopporto più. Ora stanno raccogliendo le firme per 25 (venticinque!) proposte di legge, e pretendono che gli organi di informazione ne diano risalto. Ma perché mai di grazia? Se io prendo l'iniziativa di fare 25 siti web, e voglio che la gente lo sappia, dovrò essere io a farne la dovuta pubblicità, o no? 
E poi farne 25 per volta significa sputtanare l'essenza stessa dell'istituto del referendum. Farli su argomenti francamente risibili e incomprensibili ai più vuol dire istigare all'indifferenza (l'ultima volta ci ha fatto votare per l'abrogazione dell'ordine dei giornalisti: ma che cazzo ne so io dell'ordine dei giornalisti?). Quindi non capisco proprio cosa abbia da lamentarsi il Capezzone, che, seguendo la tradizione del suo guru Marcone Pannella, ora sbandiera a tutti che fa lo sciopero della fame e va avanti a cappuccini, per protestare contro l'informazione di regime che gli nega spazio. Bene, ora che l'informazione di regime gli punta le telecamere addosso e gli mette un microfono davanti alla bocca lui cosa fa? Spiega i contenuti e l'utilità delle sue 25 proposte di legge? Macché, lui continua a sbraitare contro l'informazione di regime. Ovvio che l'operatore, sentendosi offeso, dopo un minuto spegne la telecamera. Fossi io l'intervistatore gli direi di lasciarla accesa altri dieci secondi: giusto il tempo per sbattergli il microfono in testa.

 

La categoria degli assicuratori mi fa ribrezzo almeno quanto quella degli avvocati (soprattutto se questi portano il cognome di una nota località turistica). 
Giorni fa, in una delle mie rare uscite in macchina (neppure mia peraltro), mentre ero fermo a un semaforo vengo tamponato da un bischero, probabilmente distratto dallo squillo del solito cellulare o dal passaggio di una sventolona in minigonna. Nessun danno alle persone e vistosa ammaccatura al paraurti posteriore. Cose che capitano, scambio dei dati, ci sentiamo domani per la denuncia, arrivederci.
Interpello un carrozziere: "Qui va cambiato tutto, il paraurti costa almeno 300 euro, poi bisogna vedere se il portellone è a posto, poi le staffe, poi la verniciatura, la convergenza, la rava e la fava..." Forte dei miei trascorsi in officina mi viene qualche dubbio. Il paraurti è in materiale plastico, secondo me basta riscaldarlo opportunamente per fargli riprendere la forma.
Interpello un amico: "Vai subito al pronto soccorso, di' che ti fa male il collo, fai subito la denuncia, fai subito le foto alla macchina, puoi prendere un sacco di soldi" Ma a me non fa male nulla, avevo le cinture allacciate e il colpo non è stato così violento.
Interpello il tamponatore, proponendogli di far riparare il danno a sue spese presso un carrozziere di sua fiducia, evitando assicurazioni e denunce varie. Ha accettato di buon grado, la macchina è tornata perfetta con una spesa di 100 euro.
La categoria degli assicuratori mi fa ribrezzo, dicevo, ma che dire di quella dei carrozzieri? E degli amici? L'episodio, nella sua banalità, si presta a tante considerazioni. Ne riparleremo.

 

LETTERA AL BERLUSCONE
Caro onorevole berluscone, chi le scrive è quel puntino nero in alto a sinistra nella foto. Il fatto che lei e i suoi dipendenti mi abbiate descritto come possibile responsabile di disordini o addirittura di atti terroristici, mi fa girare leggermente i coglioni, ma lasciamo perdere. Eravamo in tanti sa a Roma? Due o trecentomila, forse di più, ma non ha importanza. Lei ha detto che eravamo meno perché in piazza San Giovanni al massimo ci stanno 120.000 persone, e forse ha ragione lei, ma io mi ricordo che in occasione di una manifestazioni dei suoi adepti, lei parlò di un milione di persone. Visto che la capienza di piazza San Giovanni non è modificabile come quella dello stadio dell'Ajax di Amsterdam, i casi sono due: o i manifestanti di destra sono tutti pigmei, o lei ha detto una sonora cazzata. Visti i precedenti mi sento abbastanza sicuro da sottoscrivere questa seconda ipotesi.
Un'altra cosa: io non avevo del tritolo in tasca, glielo assicuro, ero lì per farle sentire la mia voce, perché anche se a lei può apparire strano, la democrazia prevede le forme di protesta. Volevo semplicemente farle notare che io non ho bisogno di una legge che annulli le rogatorie, a me non interessa che venga abolito il reato di falso in bilancio, io non ho capitali all'estero da far rientrare, io non devo chiedere lo spostamento dei processi a Brescia. Perché io sono una persona onesta. Io!

 

"Quando c'era lui, i treni arrivavano in orario!"
La puntualità è da sempre motivo di vanto dei fascisti, e in effetti bisogna riconoscere che sotto questo punto di vista non hanno niente da imparare da nessuno. L'ennesima dimostrazione la si è avuta giusto lunedì notte: esattamente nel momento in cui la sinistra sta finalmente affilando i coltelli, esattamente nel momento in cui la gente ricomincia a scendere in piazza per protestare contro il vergognoso uso che il berluscone fa del suo potere, esattamente nel momento in cui la destra comincia a perdere consenso colpita dai quarantamila del Palavobis, eccola, puntualissima e precisa come un meccanismo svizzero. BUM! la bomba.
Come quella contro la sede della Lega in campagna elettorale, come quelle di Roma e Torino appena dopo la famosa trasmissione di Luttazzi/Travaglio. O se preferite come quelle di Capaci e via D'Amelio, di Roma o di via Georgofili, in piena era tangentopoli. Non siamo ancora alle stragi di stato, ma dovendo prendere un treno, io guarderei bene sotto i sedili.

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Mettetevi seduti, e prendete un valium, perché le dichiarazioni (di Cossiga) che state per leggere sono di quelle che fanno incazzare...
"La bomba è una conseguenza delle parole di piombo di fronte alle quali il presidente Ciampi ha il dovere di intervenire. E la radice la si trova nella manifestazione al Palavobis, irresponsabile girotondo tra buffoni ex-collaborazionisti dei nazisti, ex-magistrati che non hanno il pudore di tacere, indegni eredi del PCI e della DC e abborracciati intellettuali in un'adunata che ricordava le orchestrazioni di Pavolini e di Goebbels"
Anch'io scrivo un sacco di cazzate su questa rubrica, che non a caso si chiama delirandum, ma io di mestiere faccio l'impiegato, mica il senatore a vita. Ma come cazzo si fa a insultare in questo modo indegno quarantamila cittadini onesti? Ma soprattutto, come cazzo faccio a rispondere a questo delirio senza rischiare la querela? 

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Abbiamo un premier che oltre che piccolo, pelato, piduista, inquisito e fanfarone, fa pure le corna nelle foto ufficiali, e si leva le scarpe in conferenza stampa. Ora, secondo me, non dovrebbe essere così difficile per la sinistra, trovare uno un po' meglio di lui, gli fece il culo perfino il mortadellone Prodi. Invece no, più del pacione Rutelli (il cui massimo della verve è stato quando ha detto a Santoro di essere incazzato nove e mezzo) o di Nosferatu Fassino non siamo riusciti a proporre. E francamente non vedo nessuno in seconda linea che possa incarnare (anche fisicamente) lo stato d'animo di tutta quella gente che si stringe a proteggere i palazzi di giustizia. I manfani leghisti, i fighetti forzisti, i bulletti fascisti e i gonzi democristi si identificano esattamente con i loro ducetti, ma noi di sinistra chi abbiamo? Non è certo un caso che le cose più intelligenti fatte o dette da qualcuno di sinistra negli ultimi due anni, siano venute da persone che nulla hanno a che fare con la politica. Penso a Moretti , a Flores D'Arcais, a Borrelli, al movimento no-global, ai quarantamila del Palavobis. Penso presuntuosamente anche a quelle persone che si divertono a passare le notti a mantenere siti più o meno satirici in giro per la rete (che con l'avvento dei re magi della copertina, è rimasta ormai ultimo baluardo della resistenza).

 

Premetto che non ho assolutamente nulla contro i savoiardi (anche se il tiramisu preferisco farlo coi pavesini ...battutona), semplicemente non capisco dove sia tutto questo impellente bisogno di avere tra i piedi altri nullafacenti, al punto da doversi scomodare per modificare addirittura la Costituzione. Ma siccome sono passati cinquant'anni ecc. ecc... il divieto è anacronistico ecc. ecc... umanamente ecc. ecc... io avrei una soluzione equa.
Se non erro questi stanno in Svizzera, giusto? E la Svizzera non fa parte della Comunità europea, giusto? Bene, allora che rientrino pure, ma che vengano trattati come qualsiasi altro extracomunitario che arriva in Italia senza un lavoro. Che si facciano qualche giorno di navigazione su una chiatta sgangherata ammassati con altre centinaia di persone. Che vengano accolti armi in pugno dalla Marina Militare, così come vuole Bossi. Che vengano ricoverati in un campo profughi. Che facciano la coda per i permessi in Questura. Che si iscrivano all'ufficio di collocamento. Che si trovino una stanza in affitto da dividere con qualche altra decina di discendenti maschi. E se non trovano lavoro entro tre mesi, che vengano rispediti a casa loro. Suggerirei a calci in culo.

 

Avete avuto bisogno che Nanni Moretti vi infamasse per capirlo? Avete dovuto aspettare che il prof. Pardi vi vomitasse addosso i suoi strali per farvi un esame di coscienza? Non vi era bastata la batosta del 13 maggio? Non ci arrivavate da soli a capire che il popolo di sinistra, quella vera, non si riconosce più in voi? Non li avevate visti i centomila a Roma senza leader? Non lo avevate capito che senza una linea comune con Bertinotti e Di Pietro, i fascisti ci avrebbero massacrato? Non vi rendevate conto che divisioni e scazzi interni, e la vostra insopportabile moderazione non vi avrebbero portato da nessuna parte? Ci voleva così tanto a capire che se i governi dell'Ulivo facevano cose di destra, allora tanto valeva che gli elettori votassero il polo, che le cose di destra le sanno fare anche meglio? E poi, cazzo, lo capite o no che da un anno l'unica incisiva opposizione l'ha fatta solo ed esclusivamente la satira? Lo capite o no che il berluscone ha più paura di un Luttazzi o di un Jovanotti qualsiasi, che di voi, D'Alemi Fassini e Rutellini?

 

Bene, ragioniamo a palle ferme. Cercasi leader, disperatamente. Uno con le palle, uno che abbia carisma, uno che sappia trascinare, uno che sappia ribattere colpo su colpo alle porcate della destra. Fassino è una bravissima persona, con tante idee condivisibili, ma sa scaldare gli animi come la Marini sa recitare. Rutelli è tanto bellino, ma sentirlo e vederlo parlare, una parola ogni due minuti, sempre a testa bassa, fa venir voglia di cambiare canale ogni volta. D'Alema si è già fatto infinocchiare con la bicamerale, ed è stato il maggior responsabile della mancata risoluzione del conflitto d'interessi, lasciando in mano all'avversario la possibilità di imbavagliare l'informazione. Ce n'è d'avanzo per mandarlo a casa con un calcio in culo.
Il rozzo popolo leghista ben si identifica nella volgare ignoranza di un Bossi. I nostalgici del ventennio pendono dalle labbra della forbita dialettica del fascista in doppiopetto Fini. I fighetti granfratellizzati adorano il berluscone piduista che va in giro a raccontare di trombarsi le ballerine di striscia. Io invece faccio fatica a identificarmi nelle idee di qualcuno, e anche il buon Faustone comincia ad andarmi stretto.
E allora? Non-lo-so. Certo è che le parole di Nanni moretti sono esattamente le stesse che chiunque abbia a cuore le sorti della sinistra va dicendo da tempo, basta andare in una casa del popolo qualsiasi e avere l'umiltà di ascoltare: Bertinotti ha sbagliato a far cadere il governo Prodi, è stato un errore farsi infinocchiare sulla bicamerale, è stato un errore non metter mano a una legge seria sul conflitto d'interessi, è stato un errore non cercare accordi con Rifondazione e con Di Pietro, la campagna elettorale e la successiva opposizione sono state condotte in nome di un insopportabile politically correct. Tutte cose che chi segue queste paginette ha già letto centinaia di volte. Che faccio, vado io? 

 

QUEL PROCESSO NON S'HA DA FARE
Una nazione sana è in grado di tollerare fenomeni di corruzione politica, ma non è in grado, alla lunga, di tollerare la messa in stato d'accusa della propria classe dirigente. La corruzione peraltro è fisiologica.
Si svolgono a Milano processi che coinvolgono, direttamente o indirettamente, il presidente del consiglio e alcuni dei suoi collaboratori. Non è necessario entrare nel merito dei procedimenti in corso (...) qui la questione è un'altra: l'Italia non ha bisogno di un processo al presidente del consiglio. Non ne ha bisogno il Paese scosso da dieci anni di guerra civile. Non ne ha bisogno l'opposizione che non vincerà le elezioni in questo modo. Non ne ha bisogno il governo che è stato chiamato dagli elettori a riformare e a rimodernare.
Il processo a berlusconi non si può fare, e forse non s'ha da fare.
Fabrizio Rondolino

19 gennaio
San Bettino

Una prece al giorno
leva il processo di torno

Questo bell'esempio di marchetta qui accanto proviene, ovviamente, da Panorama, fanzine filogovernativa la cui carta non è buona neppure per pulirsi il culo. 
Oltre al vomitevole contenuto (la solita apologia di reato, elogio sfacciato a corrotti e corruttori, in barba a chi vorrebbe una classe dirigente semplicemente onesta), la cosa che più mi fa imbestialire è la firma: se la memoria non mi inganna, il pennivendolo in questione era, fino alla scorsa legislatura, uno dei consiglieri di D'Alema. 
Qualcuno ancora si stupisce del baratro in cui è franata la sinistra?
(segue una sequela di bestemmie)

 

E così uno di quei personaggi che hanno costruito le loro fortune raccontando panzane in televisone è finito in galera, e con lui pure il parentado. No, purtroppo il berluscone non c'entra, sto parlando di Wanna Marchi. Oggi è tutto un coro di "le sta bene!", ma siccome io sono bastian contrario per natura, non posso fare a meno di provare un moto di istintiva simpatia verso questa vociante e attempata signora. Anche perché, come al solito, l'informazione che sta passando in TV è quantomeno superficiale.
Testuale dai TG: "Sarebbero almeno 300.000 le persone truffate con la promessa dei miracolosi risultati dello scioglipancia e delle miracolose vincite al lotto, per un totale di circa 63 miliardi di lire. Addirittura alcuni dei truffati hanno denunciato telefonate  che preannunciavano ogni sorta di sventure e malocchi se non fossero state pagate le somme pattuite".
Ora, tra questi trecentomila bischeri mi immagino che ci possano essere state anche persone incapaci di rendersi conto dei rischi che stavano correndo affidando i loro soldi o le loro speranze in mano a un personaggio che ha fatto del rincoglionimento via etere la sua ragione di vita (no, il berluscone non c'entra neppure adesso), ma sono assolutamente convinto che nel 99% dei casi, il truffato fosse una persona capacissima di intendere e di volere. Che un bel giorno ha spontaneamente alzato la cornetta del telefono, ha composto il numero in sovrimpressione e si è accordato su prezzi e modalità di pagamento. E sempre spontaneamente ha firmato un bel po' di assegni. E siccome c'è chi ha pagato dei milioni, mi immagino che non fossero tutti dei morti di fame. Se poi, nonostante lo scioglipancia, questi continuavano a strafogarsi di lasagne, e se in seguito a una telefonata che annunciava il malocchio in arrivo, questi anziché mandarla affanculo staccavano un altro assegno, cazzo c'entra la Wanna Marchi? Leggo che tra i capi d'accusa figurano l'abuso della credulità popolare, la circonvenzione d'incapace e la divulgazione di pubblicità ingannevole. E allora il berluscone? Come mai è ancora a piede libero? Come mai lo processano soltanto per corruzione?

PS: Quasi quasi ci provo anch'io...
Se non divulgherete a tutti questo sito, ma soprattutto se non mi invierete immediatamente tutti i numeri di telefono delle vostre amiche più carine, sarete colpiti da una sfiga tremenda: un virus si installerà nel vostro computer, e vi ritroverete la faccia di Schifani come sfondo del desktop. 

 

Leggo che nonostante le porcate che questo governo sta attuando, il berluscazzo mantiene inalterato il consenso. Che il popolo italiano fosse composto fondamentalmente di imbecilli (una quindicina di milioni di sicuro) lo sapevo già, facendo un mestiere che mi tiene a contatto con la gente ne ho prove lampanti ogni giorno, ma speravo sinceramente che di fronte a provvedimenti che stanno portando il Paese verso il fascismo, qualcuno avesse almeno dei dubbi su questa massa di farabutti mandati in parlamento.
Ma puttanamiseriatroia, mi rivolgo a voi di destra: voi che fino a pochi anni fa agitavate i cappi e sventolavate le vostre bandiere verdi al grido di "berlusconi mafioso e piduista", voi che vi piace tanto Fini perché è elegante e parla a braccio, voi che tiravate le monetine addosso a Craxi urlando "Roma ladrona", ma non vi vergognate nemmeno un po' di essere stati messi (voi, io no) sul libro paga del cavaliere? 
Guardate, io posso anche capire che il nano pelato possa in qualche modo esercitare su di voi un certo fascino, mentre vi rincoglionisce (a voi, a me no) di cazzate dall'alto della sua montagna di soldi. Ma come fate a dormire tranquilli dopo aver messo l'Italia in mano a gente come Schifani (quando si dice che il destino è nei nomi...), unto ancor più del vecchio Intini, viscido come l'usuraio di Harry Potter (c'è un usuraio in Harry Potter? Boh, mi è venuta così). Avete votato (voi, non io) per Carlo Taormina, uno che vuole abolire la commissione antimafia, lo sapete o fate finta di nulla? Avete mandato (voi) a fare il sottosegretario di Stato uno come Sgarbi, condannato per falso e truffa ai danni di quello stesso Stato. Avete mandato (voi) in parlamento gli avvocati personali del berluscone, che diventati legislatori adesso si scrivono e si votano le leggi a loro uso e consumo, per evitare i processi a loro carico, ma davvero credevate che sarebbero andati lì per diminuirvi le tasse? E voi ragazzotti rimbecilliti dalle tette delle veline e dai cori degli ultras, voi che lavorate a tempo determinato pagando la tangente a qualche agenzia di lavoro interinale, ora che questi cialtroni vogliono abolire l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, non vi sentite un po' presi per il culo?
Quando vi guardate allo specchio, voi di destra, non vi fate almeno un po' schifo? No? E allora andate affanculo.

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Oltre a perdere tempo per mettere un colbacco in testa a Giolgio Almani, ieri ho passato un'oretta a lavare una delle moto. Naturalmente oggi pioveva, e la moto è di nuovo zozza. Arrivo a casa, e mi siedo a tavola intanto che il telegiornale annuncia nuovi provvedimenti anti smog nelle città ancora in difficoltà per la siccità. Commento innervosito con la mia signora: "Non piove da tre mesi, doveva ricominciare proprio oggi che ho appena lavato la moto!" 
Il telegiornale intanto cambia argomento, dal Congo arrivano le immagini di una marea di disperati messi in ginocchio da una devastante eruzione vulcanica. Un vecchio vaga tra le macerie fumanti, una donna vestita di stracci cerca di mettere in salvo un materasso, migliaia di persone fuggono chissà dove.
Mi sono sentito un po' stronzo.

 

Come ho spesso sottolineato su questo spazio, io sostengo che le cose, tutte le cose, prima di essere complicate sono semplici. La vicenda del processo IRI-SME che tante polemiche sta suscitando, ne è un esempio lampante. Chiunque, persino la mia mamma (una che va in chiesa un giorno si e un giorno pure, e tutto è fuorché comunista) capisce chiaramente che uno che non vuole farsi giudicare è colpevole. Altrimenti affronterebbe la giuria a testa alta, forte delle sue argomentazioni e sicuro dell'operato dei suoi avvocati (nei quali il berluscazzo deve riporre una fiducia immensa, visto che li ha fatti eleggere pure in parlamento). Qui invece succede addirittura che un ministro intervenga di persona per sollevare dal suo incarico un giudice (particolare non trascurabile: proprio mentre sta giudicando), per evitare che possa eventualmente emettere una sentenza sfavorevole al suo padrone, cioè al presidente del consiglio. Più chiaro e lampante di così! Sono colpevoli, tutti. Al 100%.
Tempo fa, durante una cena tra amici, sostenevo questa semplice e banalissima tesi, e tutti convenivano con me che l'ipotesi del fantomatico complotto delle toghe rosse può solo essere il disperato slogan di un malfattore ormai consapevole di vedere il sole a scacchi per un bel po'. L'altra sera, tra un gruppo di persone diverso, stessa storia, tutti d'accordo con me. Ogni volta che parlo della vicenda con qualcuno, tutti la pensano come me, e raccolgo un sacco di consensi.
Questa cosa si presta a un paio di considerazioni: primo, che forse ogni tanto dovrei parlare d'altro, che so, di donne, della siccità, della Fiorentina (no, la Fiorentina meglio di no...). 
Secondo, che i simpatizzanti forzitalioti o non esistono, o si vergognano. Possibile che non trovi mai un bischero che difenda l'operato del piduista? E' come per i tifosi della Juve: tutti negano, ma poi la domenica allo stadio è sempre pieno di bandiere bianconere. 
O come i tifosi della vecchia DC. E, francamente, la cosa mi inquieta non poco.

 

Come volevasi dimostrare: nell'ultima copertina del 2001 profetizzavo il siluramento del ministro Ruggiero per far spazio a Wanna Marchi. Come vedete la satira si rivela ancora una volta fonte di verità.
La cosa sconcertante è la giustificazione data dal duo Bossi/Berluscazzi all'allontanamento del loro rappresentante all'estero: "Lui è un tecnico, non è stato votato dalla gente". Questa singolare logica viene tirata spesso in ballo dal nanetto piduista, e a chi gli fa notare le gravi conseguenze in fatto di credibilità internazionale, lui risponde che "gli unici referenti sono i milioni di cittadini che hanno votato per il polo".
Ora, cosa io penso di quei milioni di cittadini è cosa nota a chi mi segue, e non sto qui a ribadirlo, ma questo tipo di motivazione mi pare francamente l'ennesima sonora cazzata. A parte il fatto che allora dovrebbero andarsene a casa anche Lunardi, Sirchia, la Moratti e qualcun altro, ma che razza di ragionamento è? Forse che con il voto viene rilasciato un nulla-osta a farsi i cazzi propri? Mi vengono in mente quegli stronzi che parcheggiano l'auto in doppia-tripla fila, fottendosene allegramente del rispetto altrui (nonche' del codice). Accendono le doppie frecce e via, e se l'auto blocca la strada chissenefrega. Come se le doppie frecce accese fossero un'autorizzazione a fare quel che cazzo gli pare. 

 

Cazzo, cazzo, cazzo! Questa banda di delinquenti che questo popolo di imbecilli ha mandato al governo, sta facendo un colpo di stato, lo capite o no? La decisione del ministro Castelli di non concedere una proroga, e di fatto di azzerare il processo Iri Sme (imputati berlusconi e previti), è un'altra delle porcate di questa manica di trafficanti in doppiopetto. Io pensavo che un primo ministro inquisito che usa il suo potere per farsi leggi su misura (per sé, per le sue aziende e per i suoi amici), fosse già il massimo per perdere credibilità internazionale. Speravo che i provvedimenti su rogatorie, falso in bilancio e riciclaggio fossero il livello di spudoratezza più alto raggiunto da questi truffatori. E invece no, riescono a far di peggio!
Mentre il popolo di idioti si sta ammazzando dalle seghe con le troie del Grande Fratello, mentre sta in coda per accaparrarsi i primi euro ai bancomat, mentre sta ancora digerendo cotechino e lenticchie, questi schifosi varano altri ignobili provvedimenti per difendersi dai processi e per intimidire gli organi giudicanti.
Ma se berlusconi e previti sono così innocenti come si dichiarano, perché non fanno valere le loro ragioni durante il processo? Perché invece cercano disperatamente di evitare di essere giudicati? E che quell'ectoplasma impomatato di Schifani non mi venga a blaterare ancora la storia del complotto comunista, porcozzio!
E poi un'altra cosa: possibile che notizie del genere si devono venire a sapere dalle pagine interne di un giornale, o dai deliri di questo cazzo di sito? Ciampi che fa, dorme? E la sinistra dov'è, porcamadosca?

 

In questo 1422 (anno musulmano) io vorrei che uno che fino a ieri dichiarava di pulirsi il culo con la bandiera italiana non facesse il ministro. Vorrei che pregiudicati e mafiosi non sedessero in parlamento. Vorrei un primo ministro con la fedina penale pulita. Vorrei che la sinistra trovasse un leader serio capace di fare una vera opposizione. Vorrei che Maurizio Gasparri si facesse prendere per il culo senza ricordarci che i fascisti sono al governo. Vorrei che brunovespa si ricordasse che l'editore dei suoi libri è casualmente anche il presidente del consiglio. Vorrei che Bush combattesse il terrorismo cominciando a bombardare le basi di addestramento in Georgia. Vorrei che del carbonchio si parlasse non soltanto per far risalire le azioni della Bayer. Vorrei che Ilda Boccassini godesse della solidarietà di tutta la gente onesta. Vorrei che il Grande Fratello facesse registrare uno share dello zero%. Vorrei che i film di Boldi e De Sica non sbancassero il botteghino. Vorrei che Votantonio fosse uno dei siti più inutili della rete. Ecco, questo, e molto altro, vorrei da questo 5762 (anno ebraico).

 

 

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