SCONTATO.

Francamente, non c'era da aspettarsi altro.
Cos'altro volevate che venisse fuori da quell'accozzaglia indecorosa di loschi figuri che ancora i nostri solerti commentatori politici si ostinano a chiamare "Casa delle libertà", se non l'ultimo, estremo tentativo di distruggerla del tutto la libertà attraverso questa invereconda proposta di pseudo legge elettorale?
Ma davvero c'è qualcuno che ancora riesce a stupirsi? Ma davvero c'è qualcuno che non era ancora riuscito a pensare, neppure per un istante che sarebbero arrivati a questo?
Scusate, ma in quale paese avete vissuto negli ultimi quattro anni voi che siete rimasti a bocca aperta di fronte al tentativo di (conclamato) colpo di stato istituzionale?
Il tempo come lo avete passato? No, dico, oltre che a dormire, mangiare, lavorare, fare l'amore, divertirvi,piangere,ridere etc. etc.,vi siete mai guardati attorno, vi siete mai accorti della strada su cui si stava velocemente avviando questo disgraziato paese? Non avete notato che mentre in testa vi frullavano e si mescolavano le immagini delle "Mariedefilippigrandifratelliciampionlighlafattoriadigitaliterrestri" giornalieri, la democrazia moriva sotto i continui colpi di questi sciagurati?
Non è per vantarmi (non c'è niente da vantarsi, c'è solo da disperarsi), ma parlando con i miei amici, non molto tempo fa, avevo dato per scontato che poco prima delle elezioni avrebbero tentato di cambiare la legge elettorale in modo fraudolento per tentare di restare abbarbicati al potere.
Non ci voleva niente a prevederlo,non era affatto necessario essere particolarmente intelligenti. Bastava prendere atto delle continue,vomitevoli porcate messe in atto dall'esecutivosifaperdire guidato, pardon, comandato da mister bellicapelli.
Leggi Cirami, salva-Previti, rogatorie, depenalizzazione del falso in bilancio (però occhio, se vi beccano a comprare il Cd taroccato cacate 10.000 euro...) costruzioni abusive coperte da segreto di stato (mi pare di ricordare qualcosa riguardante Porto Rotondo), Bossi-Fini, Fazio... non ce la faccio nemmeno a continuare, mi prendono i conati, mi prendono.
Ma la cosa che fa veramente incazzare è, non basterà mai rimarcarlo, la clamorosa sottovalutazione dell'immenso pericolo costituita dal Ceausescu della Brianza da parte dei politici del centro-sinistra.
L'unico che mi ha sempre dato l'impressione di capirlo perfettamente questo pericolo è   Romano Prodi ma si sa, pur di dar contro alle opinioni del Professore,i suoi finti alleati preferirebbero farsi torturare dagli americani ad Abu Ghraib...
E così,a forza di lasciar correre, a forza di "provare a costruire un dialogo e le intese bipartisan", a forza di "evitare di demonizzare Berlusconi" a forza di "cercare di essere moderati e costruttivi", siamo finalmente ed inevitabilmente arrivati al punto di non ritorno, all'attacco finale alla democrazia rappresentativa.
Un ottimo risultato, non c'è che dire... e così, mentre D'Alema cavalcava, a bordo di Mascalzone Latino (nei pressi del celtico ing. Castelli ministro dell'ingiustizia), le onde dolci del Mediterraneo, i nostri cari governanti progettavano quatti quatti questo bel troiaio di legge elettorale a loro uso e consumo, il cui comma più splendente si può riassumere nella seguente lirica enunciazione:
"O voi, milioni e milioni di cittadini italiani che voterete per Di Pietro, per i comunisti italiani, per i verdi, per i socialisti, per i radicali, per i repubblicani europei, per l'udeur e per tutti gli altri partiti minori, sappiate che il vostro voto sarà ritenuto perfettamente legittimo, che sarà scrutinato regolarmente come tutti gli altri e che sarà altrettanto regolarmente pubblicato agli atti, come tutti gli altri. Siatene immensamente felici e dimostrate la vostra eterna  gratitudine al governo in carica, perché esso niente vi chiederà in cambio, se non il dover serenamente convenire che tutti i vostri milioni di legittimi voti non conterano un beamatissimo cazzo, non serviranno ad eleggere uno straccio di parlamentare e, soprattutto, non verranno conteggiati nel computo complessivo dei voti ottenuti dal vostro schieramento, in quanto nessuno dei vostri amati partiti, cari inferiori, sarà riuscito a superare la sacra soglia del 4% che sola da il diritto all'esistenza materiale e alla rappresentanza democratica, come divinamente stabilito dal vostro capelluto e divino premier che vi ama tanto.
Siate soprattutto immensamente felici dell' incantevole e inebriante risultato che tutto ciò produrrà. Anche se la vostra coalizione avesse, insieme a voi, il 45 % dei voti e la nostra il 39%, saremmo comunque noi ad avere la maggioranza in parlamento, perché noi abbiamo democraticamente deciso che, sì tutti i voti sono uguali, ma i nostri sono più uguali degli altri, mentre una parte dei vostri (vedi sopra) non conta una strabeata fava e saranno quindi legalmente (abbiamo o no legiferato?) esclusi dal 45% portando il vostro totale ad un misero 35%. Non piangete forse di gioia? Non siete commossi e grati per questa grande dimostrazione di democrazia che vi stiamo regalando? Non sentite echeggiare nelle nostre parole le immortali e mai dimenticate opere dei grandi maestri del passato, Augusto Pinochet, Nicolae Ceausescu, e dulcis in fundo, del nostro indimenticabile Cav.Benito ?"

Non so voi,ma a me ogni tanto viene una gran voglia di espatriare in qualche paese normale. Per esempio mi sta simpatica l'Ungheria, non so perchè... certo che è dura vivere in un paese ridicolo come il nostro... l'unico paese al mondo dove, quando si arriva a toccare il fondo, si comincia a scavare.

Una prece per l'Italia.

Robespierre

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14 Settembre 2005
Questa è una battaglia per la democrazia
Intervento di Romano Prodi ai Parlamentari dell'Unione sulla riforma elettorale della destra.

Onorevoli senatori, onorevoli deputati,
nella storia delle nazioni e dei parlamenti ci sono dei momenti nei quali ad essere in gioco è niente meno che la democrazia.
Questo, per l'Italia, per la nostra patria, per il nostro parlamento è uno di quei momenti.
Non è un caso che l'attacco alla nostra democrazia sia portato mirando alla legge elettorale, allo strumento attraverso il quale si esprime la volontà popolare.
Non è un caso che questo attacco punti a stravolgere l'esito atteso della consultazione elettorale, che punti ad alterare gli equilibri parlamentari che si prevede possano emergere dal voto della prossima primavera.
Non è un caso, perché il Parlamento è il cuore della democrazia liberale.
E grida vendetta al senso comune, al valore del termine libertà, che questo attacco sia portato da chi di quel nome, "libertà" ha cercato di fare la propria bandiera.
Signori della destra, avete perso il diritto di chiamarvi "Casa delle libertà".
Onorevoli senatori, onorevoli deputati, quello che si sta cercando di compiere è niente meno che un colpo di mano.
Non mi inoltrerò nella spaventosa e intricata foresta della proposta di riforma elettorale depositata dalla destra. Non lo farò perché mancherebbe il tempo per descriverne tutti gli orrori e tutte le incongruenze. Non lo farò, soprattutto perché è una proposta che non merita neppure di essere discussa.
Una proposta che deve essere semplicemente respinta.
Quella proposta dalla destra è una riforma elettorale che equivale a un furto.
Il furto dei voti dei cittadini che avranno dato il loro consenso a forze che non avranno raggiunto la soglia del 4 per cento.
Il furto dei voti, dei tanti voti in più che la coalizione vittoriosa potrebbe vedersi togliere come premio alla coalizione sconfitta.
Il furto della vittoria stessa, perché si arriverebbe sino a consentire alla minoranza di divenire maggioranza, a chi ha perduto di trasformarsi in vincitore.
Il furto, infine, della volontà del popolo italiano che nel 1993, in un referendum, scelse il sistema maggioritario proprio per conquistare il diritto di scegliere col proprio voto il governo del paese.
No, colleghi ed amici, mai nella nostra storia parlamentare si è vista una cosa simile.
Mai, se non vogliamo con la memoria andare indietro ai tempi bui della nostra storia nazionale.
Tempi nei quali la democrazia fu ridotta ad essere un frutto troppo Acerbo. Acerbo scritto con la A maiuscola.
Una truffa, una legge truffa attraverso la quale si vuole cambiare la legge elettorale perché si ha paura di perdere.
Questo è ciò che hanno avuto l'ardire e la vergogna di proporre, di mettere nero su bianco nelle carte di questo Parlamento.
Una truffa per oscurare le loro difficoltà ad affrontare i problemi veri del paese.
Il rilancio dell'economia, la tutela delle famiglie la difesa del risparmio, la preparazione di una legge Finanziaria all'altezza dei problemi del paese.
Su questi temi noi sfidiamo la destra, questa brutta destra che non è in grado di governare l'Italia.
Si preoccupino dei giovani che vivono nella precarietà e non riescono a crearsi una famiglia, a costruire un progetto di vita!
Dei lavoratori che perdono l'occupazione o che temono di poterla perdere domani.
Delle famiglie che, arrivate alla terza settimana del mese, sono costrette a tagliare i loro consumi essenziali, a risparmiare sulla pasta e sul latte.
Pensino agli studenti, agli insegnanti, ai quali stanno offrendo una scuola ingenerosa.
Pensino agli anziani, ai malati, ai più deboli.
Pensino alla giustizia che stanno abbandonando a se stessa, per sistemare le posizioni dei loro amici.
Pensino alle imprese, alla sicurezza, all'ambiente, al buon nome dell'Italia in Europa e nel mondo.
Su questo piano, su queste cose noi sfidiamo questo governo e questa maggioranza.
Onorevoli senatori, onorevoli deputati, spetta a voi decidere i modi attraverso i quali contrastare in Parlamento i propositi della destra.
Nel prendere le vostre decisioni avrete il sostegno non solo di tutta l'Unione ma anche di tutte le italiane e di tutti gli italiani che hanno a cuore la democrazia.
Avrete il sostegno di tutti cittadini che continuano a credere che non ci sia democrazia se non c'è rispetto delle regole.
E regola prima di un paese, di una società, di una democrazia ordinati è che le regole del gioco si stabiliscono insieme.
Non si cambiano quando la partita sta per iniziare.
Non si cambiano per alterare il risultato di una partita che si ha paura di affrontare, che si pensa di perdere.
Quando noi, noi del centrosinistra, nella scorsa legislatura, pensammo di modificare la legge elettorale, ci fu chiesto di fermarci, di non procedere da soli.
E noi, allora, quell'invito dell'altra parte lo raccogliemmo.
Rispettammo una legge basilare della democrazia liberale, il principio, cioè, che le regole del gioco istituzionale si scrivono tutti assieme.
E fummo fedeli a noi stessi che quel principio lo avevamo ripreso nella scheda numero uno del programma dell'Ulivo.
Ma c'è di più. Nelle grandi democrazie, le leggi elettorali durano per lunghi periodi di tempo.
Non perché manchino l'ingegno o la fantasia di proporne delle nuove. Ma perché le leggi elettorali non sono fatte per servire le mutevoli convenienze di chi, di volta in volta, detiene il potere.
E quando c'è qualcuno, anche nelle grandi democrazie, che cerca di giocare con le regole, per alterare a proprio favore il disegno dei collegi o i sistemi di voto, il risultato finale è sempre che perdono tutti, perde la democrazia.
Onorevoli senatori, onorevoli deputati, lo ripeto. Spetta a voi, ai vostri gruppi parlamentari stabilire i modi attraverso i quali impostare la battaglia parlamentare.
Io so che in questa battaglia voi vi impegnerete immediatamente, a partire da oggi.
E so che questa battaglia voi la condurrete con il massimo impegno, con tutti gli strumenti che i regolamenti parlamentari consentono.
Perché questa è una battaglia per la democrazia.
E niente è più prezioso della democrazia.
Con voi, al vostro fianco, ci saranno i cittadini italiani che comprenderanno e appoggeranno la vostra battaglia, la vostra resistenza.
A loro, agli italiani e alle italiane, si rivolgeranno, insieme, compatte, tutte le forze dell'Unione.
Poco importa che esse, a proposito dei sistemi elettorali, possano avere preferenze diverse.
Quella che si apre oggi è una battaglia per la democrazia nella quale all'interno dell'Unione non esistono distinzioni.
Tra poco più di un mese, il 16 ottobre, si terranno le elezioni primarie.
Sono elezioni che abbiamo voluto, che abbiamo organizzato per dare ai cittadini italiani la possibilità di scegliere direttamente chi dovrà guidare il governo del paese se l'Unione vincerà le elezioni.
Le primarie sono un grande esercizio di partecipazione e di democrazia.
Con il loro tentativo di stravolgere la legge elettorale, di impedire agli elettori di vedere il proprio voto espresso nel risultato finale, la destra ha trasformato le primarie in un atto di difesa della democrazia.
Onorevoli senatori, onorevoli deputati, care amiche e cari amici, su di voi ricade una grande responsabilità.
A voi compete la responsabilità di restituire onore al Parlamento e decoro alla democrazia italiana.

 

FERMIAMOLI, FINCHE' SIAMO IN TEMPO.

E così, George Dabliu Bush ha vinto ancora.
Ed ancora una volta siamo qui, a stupirci dello stupore altrui.
Per quale motivo, anche un solo motivo, non avrebbe dovuto rivincere?
Lui diceva e dice: noi siamo il bene, la verità, la democrazia, la libertà o si è con noi o si è contro di noi, non ci sono vie di mezzo.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?

Lui diceva e dice: noi crediamo in Dio, nella famiglia tradizionale, nella patria, nella bandiera, nella fede cristiana e non siamo disposti a cedere di un solo millimetro su questi nostri valori.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?

Lui diceva e dice: le coppie di fatto, etero, gay, lesbiche sono contro la morale, la religione e la santità del nucleo familiare tradizionale e li combatteremo fino alla loro definitiva cancellazione dalla faccia della terra.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?
 
Lui diceva e dice: noi abbiamo una missione, e questa missione ce l´ha data Dio. Quella di esportare e imporre questi valori a tutto il resto del pianeta, che sia d´accordo o no non ci interessa minimamente, lo vogliamo e ci riusciremo perché Dio è con noi.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?

Lui diceva e dice: il nostro dovere più grande è quello di difendere la sicurezza del popolo americano con tutti i mezzi etici o no che la tecnologia e la scienza ci mettono a disposizione. Per conseguire questo obbiettivo siamo disposti a colpire tutti quanti, nessuno escluso tra quelli che possano in qualsiasi modo intralciare la nostra azione.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?

Lui diceva e dice: noi siamo la terra dei forti e dei coraggiosi, proiettati verso il futuro, e quelli di noi che nella corsa della vita sono in testa al gruppo non possono neanche per un momento voltarsi indietro ad aspettare gli altri, perché se così facessero risulterebbero perdenti come chi si sono fermati ad aspettare.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?

Lui diceva e dice: non preoccupatevi delle grandi questioni così incomprensibili per voi, l´ambiente,l´istruzione, la guerra, preoccupatevi invece di quel poco che già avete, la vostra casetta in mezzo alla prateria, il diritto di tenere il vostro fucile bello lucido e carico appeso alle pareti, la gioia di vedere punita con la morte la minaccia al vostro focolare domestico o quella al vostro , seppur misero, posto di lavoro. Io, tutto questo, vi prometto che lo difenderò, anche se dovessi far strame di migliaia di altri esseri umani, delle foreste e dei fiumi, della conoscenza e del sapere, per voi, per la vostra felicità.
Cosa dicevano, in cosa credevano i suoi avversari?

Lui era in perfetta sintonia con tutti quelli che non leggono mai un libro, eppure si alzano alle quattro del mattino per mungere la mucca per il latte dei bambini nello sperduto Mississippi, si tengono per mano pregando il signore nella chiesetta evangelica del villaggio Georgiano, basta che non sia la mano di uno sporco negro, però.....
Lui è colui che li ama e li difende da tutti i cattivi, che abbiano la faccia di Osama Bin Laden o di un culattone liberal newyorkese è indifferente, basta che papà Bush veda e provveda.
Gli altri, i suoi avversari, chi erano?

                                                               ***************************

Tutto questo ha un nome, un nome antico e vituperato dai nostri soloni della politica di sinistra da salotto, dai nostri frequentatori di talk-show Vespasiani door to door .
Il nome è : IDEOLOGIA.
Loro (i loro e i nostri) sono stati stati a sbraitare per oltre dieci anni (più o meno dalla caduta del mostro cattivone colpevole di tutto,  inutile che stia a spiegarvi chi è...) contro le ideologie, a favore delle idee non preconfezionate, del pensiero debole, del relativismo culturale, e mentre ci spiegavano che le ideologie, appunto, non esistevano più stavano aprendo silenziosamente un bel tubetto di vaselina e ce lo spalmavano sorridenti e con delicatezza sul buchino del culo (little asshole) per farci un culo come una capanna (like a hut) usando un membro di quaranta cm di lunghezza per 8 di diametro (very big dick) sul quale c´era scritto ideologia neo-conservatrice (neocon).
Convengo che per uno che ha a cuore i diritti di tutti, e quindi anche dei gay, la metafora può risultare un po´ azzardata ma rende senz´altro l´idea.
Veniamo al punto.  Il punto è che quando si ha a che fare con un´ideologia radicale ed estremista e questo, e solo questo, è la destra neocon americana e quindi mondiale e quindi moderata un par di coglioni, di solito se si vuole vincere non è molto utile rispondere offrendo all´avversario un mazzetto di violette od invitandolo ad un sereno e pacato dibattito.
E cosa si dovrebbe fare allora?
Non sarà forse il caso, (e lo dico con il massimo di umiltà possibile) di cercare di ricostruire anche noi un´ ideologia forte, visibile, legata a pochi ma chiari concetti che arrivino a tutti, e che riescano a penetrare nel cuore delle persone, almeno alla stessa profondità con cui i concetti della destra penetrano nel nostro culo?
Non sarà il caso di tornare a soffiare, come cittadini,  sulla brace dei social forum, del volontariato, dell´associazionismo, su quel fuoco al quale tanti, non molto tempo fa, si sono riscaldati solo per assicurarsi un vellutato seggio a Strasburgo?
Non sarà il caso di mandare definitivamente affanculo tutti coloro che insistono, a questo punto facendo da finti tonti, non c´è altra spiegazione, nella rincorsa al "voto moderato" e ai valori del "ceto medio moderato" come Mr. Massimo D´Alema (intervista all´Espresso di questa settimana) o Lord Francesco Rutelli  (La Repubblica 6 novembre).
Non sarà il caso di dar ragione a Massimo Cacciari che nella stupenda intervista all´Unità del 6 novembre dimostra di essere uno dei pochi ancora capace di intendere e di volere?
Chi cazzo sarebbero questi moderati, quelli che se mi avvicino alla loro porta di casa e non ho le mani alzate, mi sparano con un winchester (elettore tipo di Bush).
Cosa devono fare per farsi definire estremisti, mettersi a tirare delle bombe nucleari per la strada dalla finestra di casa?
Non è più tempo di moderati, anche perché la moderazione non può essere prerogativa di una sola parte, sennò va a finire che quest´ultima si trova incatenata in una perenne posizione a novanta gradi.
C´è bisogno di sostenere tutti quelli che non scendono a compromessi, tutti quelli che intendono lottare veramente per un mondo migliore, per un altro mondo possibile. C´è bisogno di sostenere tutti quelli che in modo intransigente difendono i nostri valori, portano avanti le nostre battaglie, che non vengono a patti con la destra sul terreno delle cose concrete, della vita di ognuno di noi, dei nostri sogni e speranze, delle nostre utopie anche.
Oggi, allo stato attuale delle cose, non esiste alcuna parvenza di moderazione nel campo a noi avverso, ma solo una pervicace volontà di farcela pagare, distruggendo le nostre idee, tentando di fare del mondo un posto più triste feroce ed egoista, un brutto posto dove vivere. 
Quindi à la guerre comme à la guerre, i nostri valori contro i loro, la nostra lotta contro la loro, i nostri principi contro i loro, senza esitare, senza negoziare, senza paure.
Non è più tempo di moderazione, è tempo di lotta per la sopravvivenza è tempo di combattere un sistema di valori rivoltante, il loro, con uno di valori positivi, il nostro, senza mezze misure, senza zone grigie, senza se e senza ma, cazzo!!  

Fermiamoli, finchè siamo in tempo.

 

DOMANDE E MENZOGNE.

Beslan.
La strage degli innocenti, il punto di non ritorno, il limite oltrepassato.
Menzogna.
Da quando esiste la spregevole e sublime razza umana,  (l´unica razza che per quanto mi riguarda riconosco), i bambini sono stati colpiti, massacrati, offesi, violati. In tutte le guerre, dentro tutti gli eventi funesti del percorso umano, sono stati i più indifesi, i più ferocemente o subdolamente oltraggiati. Pensate alla pedofilia fattasi commercio, allo sfruttamento del lavoro minorile (presente e opprimente in tutte le epoche e a tutte le latitudini), pensate all´immenso dramma dei bambini soldato all´interno delle mille guerre che insanguinano il pianeta.
Quindi menzogna. Impudente, ipocrita menzogna.
Questo è il frutto della follia terrorista . Solo dei fanatici integralisti musulmani sono capaci di arrivare fino al limite estremo della strage degli innocenti.
Menzogna.
In tutte le epoche le religioni,  (tutte le religioni, indistintamente), sono servite da pretesto per le più efferate barbarie.
Senza allontanarci troppo dai tempi a noi più vicini, non sono forse state le cristianissime  milizie "cetniche" serbe a compiere l´invereconda strage  di Sebreniza ai danni della inerme popolazione musulmana della città ? Non sono forse gli estremisti Indù a compiere ogni anno nel sub-continente indiano le più atroci efferatezze ai danni della comunità islamica e non è quest´ultima, a sua volta, a vendicarsi nei modi più terribili ?
Putin , il "grande leader" amico dell´occidente, ha per l´ennesima volta proclamato ai quattro venti che "distruggerà i santuari dei terroristi" alludendo evedentemente alla Cecenia. E´ impazzito ? E´ impazzito lui o siamo talmente confusi noi che non riusciamo neanche  a trovare le forze, come collettività, per rispondere a questa follia ?
Distruggere i santuari ? Ma abbiamo presente cos´è oggi la Cecenia ? Come l´ha ridotta il duplice scempio perpetrato dai guerriglieri separatisti e dalle truppe speciali dell´esercito russo ? Un paesaggio lunare, niente più che un paesaggio lunare, senza quasi alcun barlume di vita.
C´è nessuno tra i nostri coraggiosissimi leader politici che riesca a imporre la verità, che almeno tenti di far sapere la verità ?
C´è nessuno fra loro che abbia il coraggio di gridare che l´orgia di distruzione messa in atto dai pazzi fanatici ceceni a Beslan è la stessa che hanno perpetrato i cristianissimi "omon" russi in anni e anni di orrori ceceni ?  E noi, tutti noi, siamo così impreparati culturalmente, moralmente, psicologicamente, davanti a questa follia da essere capaci di commuoverci e indignarci solo per ciò che ci consentono di vedere in tv e di infischiarcene di tutto il resto ? E lo schermo televisivo con tutto ciò che ad esso è collegato,  deve essere il solo tramite dei nostri sentimenti, l´unica causa e il fine ultimo delle nostre angosce e delle nostre felicità ? Un bambino morto ammazzato è più morto ammazzato ( e anche morire per fame è morire ammazzato) quando ce lo fanno vedere di quando lo veniamo semplicemente a sapere ? Non vedere, o peggio, non sapere, basta ad acquietare le nostre coscienze ?
Scusatemi ho posto troppe domande, molte puramente retoriche, ne convengo.
Su una cosa è bene , arrivati a questo punto, essere chiari e non nascondere la testa nella sabbia come fanno gli struzzi.
Hanno ragione : siamo in guerra.
Siamo in guerra contro i fanatismi religiosi, di tutte le religioni, i pazzi mullah come gli esaltati e tremebondi "cristiani dell´apocalisse" di George Dabliu.
Siamo in guerra contro chiunque attenti alla libertà di espressione, al diritto-dovere di diffondere la verità attraverso i mezzi di comunicazione e della conoscenza.
Siamo in guerra contro lo sfruttamento, contro la miseria imposta a milioni di esseri umani in tutto il mondo in nome del profitto sfrenato e di una falsa e distruttrice idea di sviluppo.
Siamo in guerra contro le multinazionali del guadagno a tutti i costi, soprattutto quando i costi, come quasi sempre avviene,  si chiamano vite umane.
Siamo in guerra contro le visioni apocalittiche della storia, contro il "con noi o contro di noi" . La ragione  non sta mai da una parte sola.
Siamo in guerra contro chi ogni giorno attenta alla natura per cupidigia di facile guadagno, infischiandosene altamente di quale mondo lascerà in eredità ai suoi figli.
Siamo in guerra contro chi vuole contrastare ed eliminare la laicità delle istituzioni pubbliche e le scelte consapevoli che da essa traggono alimento,  in nome di una farsesca "religione di stato" o di una ugualmente squallida "sottomissione ai precetti".
Siamo in guerra contro la guerra, produttrice massima degli orrori, del sangue, dei lutti che da sempre funestano l´umanità, prima elargitrice dei guadagni costruiti sul sangue innocente.
Questa è l´unica dichiarazione di guerra che volontariamente e convintamente ci sentiamo di sottoscrivere. 
I poveri angeli sterminati a Beslan, quelli del Darfur sudanese , della ex.Jugoslavia, della Cecenia, di tutto il terzo e quarto mondo ci chiedono, col loro sangue innocente, di vincere questa incruenta, definitiva  guerra.
Non li possiamo deludere. Non ce lo possiamo permettere.

 

HA RAGIONE UGO INTINI.

L´analisi è nientepopòdimenoche di  Ugo Intini e, clamoroso ne convengo, mi pare che sia giusta:
Il nostro, (il nano di Tween-peeks), resosi ormai conto di essere, elettoralmente parlando, alla canna del gas, non può far altro che ricorrere all´arte della quale è indiscusso maestro, quella del rimestare nel qualunquismo più bieco.
Solletica cioè le corde più profonde del cuore di molti nostri connazionali, sparando cazzate che in qualunque altro paese comporterebbero il mandato di cattura (l´invito ad evadere le tasse quando queste sono troppo alte) o la caduta immediata dell´esecutivo (l´accusa di essere dei ladri ai cosiddetti "professionisti della politica" e quindi anche alla maggioranza dei ministri dell´attuale governo e della rappresentanza parlamentare del centro-destra, vedi G. Fini).
In Italia non succede niente perché la quasi totalità degli elettori del casino delle libertà la pensa pressappoco allo stesso modo.
Diciamoci la verità. Quante volte abbiamo sentito fare di questi discorsi dalla vicina di casa, dal commerciante, dallo zio o dalla cognata di turno: "Questi politici non fanno un cazzo e guadagnano un monte di soldi", " Queste sanguisughe ci rovinano, a furia di aumentare le tasse ci manderanno tutti a chiedere l´elemosina !!"
Frasi che contengono, ovviamente, anche una parte di verità.
Solo che se a profferirle sono la zia Agata o il Sor Aldo di turno muoiono lì, se le pronuncia un capo di governo che possiede una delle più grandi aziende del paese,  8 (otto) ville in Sardegna, una alle Bermuda, il 95 %, in via diretta e indiretta,  dei mezzi di informazione, ed è sotto processo per i reati di corruzione, concussione, falso in bilancio e chi più ne ha più ne metta, qualche problemino di interpretazione in un ambiente civile lo dovrebbero causare.
Qui no. Qui "è uno che gliele canta chiare ai quei mangiapane a tradimento". Qui è uno "che si è fatto (con l´aiuto del sotto-segretario Miccichè?) da sé " e che quindi se lo può permettere di dire quello che dice!!
E´ un disperato (?) tentativo, quindi di recuperare qualche voto in libera uscita. Incredibile a dirsi, ha ragione Intini.

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SARO´ BREVE.

Guerra unilaterale.
False informazioni a pretesto.
Onu sbeffeggiata.
In milioni per la pace.
Bombe sull´Iraq.
Migliaia di morti.
Un paese distrutto.
Onu umiliata.
Soldati dell´impero.
Multinazionali dell´impero.
Soldati dell´impero a protezione del ministero del petrolio.
Soldati dell´impero morti.
Cittadini iracheni morti.
Soldati italiani agli ordini dell´impero.
Soldati italiani agli ordini delle multinazionali dell´impero.
Soldati italiani morti, diciannove.
Caos totale.
Morti, tutti i giorni.
Onu ancora ignorata.
Morti.
Morti.
Morti.
Trovare  una sola ragione, una sola, per continuare a finanziare (pagare con i nostri stipendi)  la permanenza di quei ragazzi in Iraq.
Voto in senato per il rinnovo della missione.
La grande maggioranza dei parlamentari del "Triciclo" non si oppone al rifinanziamento della missione.
Trovare un solo motivo per continuare a votarli.
Non ci sono riuscito.
Buonasera.

 

AUGURI DI BUON NATALE (VOLUTAMENTE RETORICI).

Buon natale baraccati di Sarno e dell´Umbria, del Belice e dell´Irpinia.
Buon natale, eterni cassintegrati della Fiat e delle altre industrie.
Buon natale amici disoccupati e precari.
Buon natale fratelli e sorelle stranieri, che colorate come un arcobaleno questo nostro vecchio paese.
Buon natale bambini soldato del Congo della Sierra Leone e della Liberia, non abbiate paura, c´è un angelo nel cielo che veglia su di voi.
Buon natale bambini di Bucarest, di Rio de Janeiro, di tutte le città della meraviglia e della fame, che sniffate colla per dimenticare, che lasciate i vostri piccoli corpicini martoriati a imputridire per le strade, vittime di quelli che si fanno chiamare "grandi" ma che non lo saranno mai. 
Buon natale amici e amiche, dolci compagni e compagne del volontariato, dell´altruismo, della solidarietà, buoni giganti che reggono sulle spalle quest´atomo opaco del male.
Buon natale a tutti i preti, i missionari, le suore, gli uomini e le donne sparsi per il mondo a gettare nei mari un cucchiaino di speranza, infinitamente piccolo sì, ma senza di quello anche i mari alla fine si svuoterebbero.
Buon natale a tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nel valore della pace e della comprensione reciproca.
Buon natale a quelle che il mondo chiama "puttane" , metafora sorridente di tutte le nostre vite, ci precederete nel regno dei cieli. 
Buon natale a tutti i clochard, che vi sorrida sempre il sole e l´azzurro del cielo.
Buon natale a tutti quelli che scrivono libri, senza di voi non ce la farei.
Buon natale a mamma, che non si ricorda per fortuna di ciò che ha passato e che per questo è sempre così sorridente. Non smettere di sorridere mai.
Buon natale a babbo, che invece quello che ha passato se lo ricorda benissimo e perché ha dimostrato e dimostra ad ogni istante cosa significa veramente la parola amore per la compagna di tutta una vita.
Buon natale a Paola, ad Alessandro alla mia Gaietta e al piccolo Francesco.
Buon natale ad Annalisa e a Sandra.
Buon natale a (quasi) tutti i miei parenti.
Buon natale ai miei amici più cari, quelli che come le duracel durano per sempre, li nomino tutti, anche se non ve ne po´ fregà de meno: Carlo, Rita, Alberto, Laura, Fabio, Gabriella, Gianluca, Elena, Stefano, Claudia, Silvana.
Buon natale a tutti i miei colleghi di lavoro (sono troppi), a Stefano, Francesca, Paolo e ci aggiungo Riccardo che ultimamente ho avuto particolarmente vicino.
Buon natale a una morbida gattina bionda che si diverte a giocherellare sul mio cuore, ma si dimentica di avere gli artigli. Prima o poi riuscirò a farla cadere, ma del mio cuore che resterà?
Buon natale al Webmaster, che è veramente un grande, a gattomammone e a tutti i pochi o molti non so, che hanno la pazienza di seguirci.
Buon natale a tutti quelli che se lo meritano, e che solo la mia stanchezza mi impedisce di nominare.
Buon natale a me stesso, nonostante me stesso. 

 

LE PASTICCHE DI RUTELLI.

Ma a Rutelli che pasticche hanno prescritto i dottori?
Me lo chiedo perché uno che addirittura anticipa le decisioni del governo  (scusate l’ardire)  dei puffi, per decantare le virtù taumaturgiche del prolungamento della missione militare italiana in Iraq, o è stato colpito da anticipata demenza senile, o, a seguito di una grave crisi depressiva (dovuta probabilmente al fatto che nel centro-sinistra è considerato poco più di un bambinello un po’ scemo) ha sbagliato cura è si è imbottito di sostanza allucinogene.
Ora, uno può anche far finta di credere che l’Italia è una grande potenza internazionale* e che le decisioni prese dal nostro paese siano assolutamente decisive per le sorti dell’umanità, però di conseguenza avrebbe anche il dovere di costruire una parvenza di spiegazione per questa sua quanto meno empirica opinione.
Immagino invece che er Cicciobello de noantri sia ormai straconvinto che il nano malefico in eterno doppiopetto sia ormai “out” e che sia “in” dimostrare di sapersi assumere responsabilità internazionali in previsione di una vicina (secondo lui) prospettiva di governo.
A parte il fatto che il tappo possiede molte più risorse (per esempio la stronzaggine congenita degli italiani) di quante Franceschiello immagini e che prima di dichiararlo morto ci penserei tremila volte e non lo direi mai, è proprio il ragionamento,  tutto tattico-elettorale e per niente strategico-politico che mi fa, per l’ennesima volta, incazzare come una iena maculata. E’ la solita storia: questi (i Rutelli, i D’Alemi) sono i classici personaggi bambagioni a cui indichi la luna e loro ti guardano il dito.
Ma, straputtanacissimadiunevacciamaialissimacane, è così difficile fare due conti?
La missione in Iraq sarà già costata fino ad ora qualche decina di milionate di euro pagati con i soldi dei contribuenti italiani, quindi all’ottanta per cento con quelli dei lavoratori dipendenti che Cicciobello dovrebbe, in teoria, rappresentare.
Ciccio si straccia quindi le mutande dalla libidine per mantenere un fardello sulle spalle di gente che con poco più di mille, milleduecento euro al mese è costretta a far data dall’introduzione dell’euro (ma non certo per colpa dell’euro) a sostenere un’inflazione reale dei beni di prima necessità intorno al 5-6%.
La stessa gente (che vota in grande maggioranza per il centro-sinistra) è quotidianamente presa letteralmente per il culo dall’istituto di statistica (ISTAT) che calcola una fantasmagorica inflazione al 2,8% circa.
Inutile ricordare che tale missione di “civiltà” e “aiuto disinteressato” andrebbe ulteriormente finanziata frugando (rubando) nelle tasche dei soggetti di cui sopra, che, mi pare vagamente di ricordare, erano leggerissimamente contrari (oddio, forse esagero un po’) all’aggressione bellica all’Iraq (solo il 90%, troppo poco?).
Nel frattempo sulle coste della Sicilia, continuano gli sbarchi di centinaia di sfortunati (quelli che riescono ad arrivare vivi), che, come al solito fuggono dalla guerra, dalla sete, dalla fame, dalla miseria.
Uno che fa politica (POLITICA)  dalla parte giusta della barricata, e in Italia bisogna essere geneticamente pezzi di merda per non capire qual’ è, dovrebbe per esempio presentarsi davanti alle telecamere di qualunque organo di regime e dichiarare: “E’ inutile andare a dilapidare i soldi degli italiani in una situazione che essi non hanno mai voluto che si creasse e sulla quale hanno dimostrato di avere un’opinione negativa pressochè unanime. Potremmo invece usare quei soldi per aiutare veramente quei disperati che sbarcano sulle nostre coste ad iniziare a costruirsi un futuro decente, attraverso politiche di accoglienza degne di un paese civile, attraverso politiche di inserimento nella nostra società, aiutandoli fattivamente anche nei loro paesi d’origine, promulgando finalmente quella legge sul diritto d’asilo che l’Italia, unico esempio negativo in Europa, ancora non ha”.
E’ una frase semplice (se ne potrebbero portare ad esempio mille altre, i bisogni dei disperati del mondo sono infiniti) ma che avrebbe convinto quegli italiani da sempre tartassati che ci si può fidare di chi pretende di rappresentarci nella sfera politica e civile.
Invece no. Cicciobello e tutti i D’Alemini come lui continuano imperterriti a dare dimostrazioni di “responsabilità politica e istituzionale” alla gente che conta, fottendosene allegramente della gente che non conta un cazzo. Ricordatevene voi che non contate un cazzo, e fate che in un prossimo  futuro i cazzi siano tutti loro.

* vista su “Internazionale – il meglio dei giornali di tutto il mondo”,( l’unico settimanale a cui vale veramente la pena di abbonarsi), una vignetta satirica riguardante il noto black-out che ha fatto rimanere al buio tutta Italia:
 Prendeva grandiosamente per il culo il nostro paese: era ripresa da un giornale del Burkina Faso…

 

ROSSORE.

Ho sentito ad una radio privata molto ascoltata (per capirsi, il direttore è l´inviato a Washington di "La Repubblica" iniziali V.Z.), la telefonata stile Iene che un componente appunto delle stesse effettuava per una trasmissione di successo dell´emittente.
La domanda della "Iena" era rivolta al preside di un istituto scolastico privato cosiddetto "parificato", una di quelle scuole private (per lo più di matrice cattolica), che lo pseudo- governo del nano di Tween Picks ha deciso di sovvenzionare ricorrendo, tra l´altro al sistema dei "buoni famiglia" .
Buoni famiglia ovviamente elargiti a chiunque intendesse avvalersi dei servizi dell´educazione (si fa per dire) privata, a prescindere dal reddito familiare. La ragazza madre con figli a carico come i nipotini del miliardario di turno : insomma la classica visione neoliberista-pinochettista. 
La iena si è ovviamente spacciato per un genitore molto interessato all´iscrizione del figlio, ha precisato che non aveva problemi di reddito, ha richiesto tutte le informazioni utili per l´iscrizione del bambino: poco prima di riattacare il telefono ha però profferito la seguente frase : "Ah, quasi dimenticavo, le volevo dire che il mio bambino è down!"
Dall´altro capo del filo, il gelo.
Poi una voce balbettante, tremolante, che a malapena si poteva riconoscere come quella piena di sicumera che pochi istanti prima declamava le virtù e le meraviglie del suo istituto, recitava: "Ah no guardi, allora il discorso cambia, mi dispiace ma suo figlio non lo possiamo prendere...."
A nulla sono ovviamente valse le rassicurazioni del finto genitore sulle condizioni del finto bambino e la rinnovata ostentazione di disponibilità economica: il piccolo down rappresentava un costo per la scuola privata che non era previsto nel budget e quindi andava respinto. 
Che i genitori si arrangiassero: cazzi loro.
A questa gente il governo del nano ridens ha affidato una cospicua parte dei nostri soldi, dei soldi sottratti ai nostri stipendi divorati dall´inflazione nascosta dall´Istat.
Soldi sottratti alla derelitta istruzione pubblica, soldi che potevano, dovevano essere destinati all´aiuto per i bambini down e portatori di handicap all´interno delle strutture pubbliche.
Mi rivolgo a voi.
A voi che quell´infausto 13 maggio 2001 avete votato quest´accozzaglia di candidati alle patrie galere, questa masnada di ignoranti, di sputtanatori della morale, di falsi cristiani, di veri fascisti, di ipocriti sepolcri imbiancati, di dilapidatori a fini privati del denaro pubblico, di dispregiatori degli onesti e degli eroi.
A voi che non ci avete pensato due volte , in nome della guerra ai "comunisti" a mandare in parlamento con maggioranza schiacciante questi ex piduisti, questi infangatori della nostra memoria, questi bestemmiatori delle virtù civiche, questi volgari falsificatori della storia patria.
Mi rivolgo a voi, che avete avuto l´immane coraggio di affidare il governo del nostro paese a chi sputa ogni giorno sul sangue dei martiri della nostra, la vostra libertà equiparandoli a quelli che quella libertà nel sangue avevano soffocato, a chi ogni istante offende violentemente la memoria degli eroi che hanno dato la vita per combattere la mafia e il terrorismo.
Io non vi auguro di provare mai il grande dolore che può dare vedere il proprio bambino respinto a causa di una sfortunata malattia. 
Vi auguro solamente una cosa: di vedere per un momento affiorare sulle vostre guance un po´ di quel colore rosso da voi così intensamente odiato. 
Vi auguro di vergognarvi, finalmente, anche per un piccolo istante, di aver permesso che si insediasse ai vertici di questa bella e sfortunata nazione quello che per decenni sarà ricordato come il più vergognoso esempio di degenerazione del potere pubblico nella storia di questo paese.
Con nessunissima stima.

Robespierre

Luis Sepulveda: "Il Generale e il Giudice" Edizioni Guanda.

 

CAVALIERE, NON CAPISCONO LA SUA GRANDEZZA.....

Via Cavaliere non si incazzi.
Ormai è chiaro che non la capiscono, non c´è niente da fare. Il Suo fine umorismo, la Sua inarrivabile simpatia, il Suo spiccato senso dello spettacolo, il Suo sincero amore per l´ironia.
Dai Suoi e nostri connazionali non Si è mai aspettato più di tanto, nonostante che in pubblico ostenti quando può il Suo amore per loro. Ma dentro di Sé lo sa benissimo che non c´è da fidarsi degli italiani. Da che mondo è mondo si dividono in due distinte categorie: quelli che La adorano ed i malvagi comunisti.
Dei secondi non vale neanche la pena di stare qui a discutere, si sa, bevitori di sangue, stupratori di bambine, insomma cose ormai risapute ed universalmente riconosciute.
Dei primi nonostante che La adorino La addolora un po´ il fatto che abbia dovuto spendere tutti quei soldi per ridurli, attraverso le Sue tv, all´attuale stato di assenza delle facoltà cerebrali che li contraddistingue. Uno stato invidiabile per carità, lo sappiamo tutti che più si è idioti e più si riesce ad essere felici in questo mondo di merda (mi perdoni il francesismo cambronniano* si sa che a Lei i francesi non sono mai stati simpatici), ma insomma via con tutti i miliardi che ha speso non è riuscito a lobotomizzarne neanche il 50 per cento, eccheccazzo!
Degli europei poi non ne parliamo: ma cosa vuole che capisca quel mangiacrauti rosso che ha osato farLe due o tre domande impertinenti sulla giustizia e sul conflitto di interessi proprio nel giorno della Sua incoronazione a Monarca del continente. Lei ha cercato di controbattere col consueto mirabile garbo equiparandolo simpaticamente al kapò di un lager nazista (il fatto che il Suo interlocutore fosse addirittura tedesco aggiunge ovviamente una dose di finissimo humor alla già di per se esilarante battuta) e quello che fa? Addirittura si incazza, si indigna, pretende delle scuse ufficiali!
E tutti quegli altri: lo spagnolo Crespo, cognome da infido interista, che si permette di rampognarLa con quel modo di fare mellifluo (come tutti i bolscevichi sarà sicuramente un culattone....) e osa chiederLe anche lui di scusarsi col Parlamento Europeo. Scusarsi Lei? Lei, il Duce assoluto per ben sei mesi di quell'aula sorda e grigia che con un solo cenno potrebbe trasformare in un bivacco di doppiopetti e cravatte a pois? Che ipocrita. E che irriconoscente soprattutto: si è già scordato, lui ed il suo popolo di toreri falliti, di quando il di Lei illustre predecessore, il Cavalier Benito, mandò i nostri baldi giovani in camicia nera nel ´36 a salvarli dalle sanguinarie orde staliniane?
E tutti quegli altri, con quei cartelli in tutte le lingue dell'Unione, a ricordarLe sempre 'sta storia della giustizia, 'sta menata del conflitto di interessi: che palle!!!!!! Ma come fa a sopportarli? Lei è infinitamente buono Cavaliere e dall'alto del Suo grande amore riesce addirittura a perdonarli, nonostante la loro inutile e perfida crudeltà. Come La ammiriamo! 
D tutti questi, nonostante la loro evidente malvagità, è riuscito a farsene una ragione. Ma la cosa che veramente La fa star male è il vedere la reazione che le Sue immortali parole (il kapò nazista, i dilettanti della democrazia ...) hanno provocato nei Suoi servi ......ops, mi scusi volevo dire alleati....
Vabbè, non parliamo di Romano Prodi e Mario Monti, che certo Suoi alleati non sono e che alle sue frasi si sono trasformati, come la biblica moglie di Lot, in due pallide statue di sale (chissà poi perché...). Ma quel Buttiglione, seduto alle Sue spalle, che già l´aveva inutilmente infastidita durante il Suo discorso di investitura tormentandosi continuamente le mani come uno che si aspetta da un momento all'altro chissà quale disgrazia, e nel momento più alto della sua orazione (il kapò nazista) viene colpito da ischemia parietale destra fulminante. A causa di ciò per spiare furtivamente (e con manifesta, inspiegabile vergogna) le reazione indignata degli europoidi nell'emiciclo, ha rischiato seriamente di rimanere strabico a vita. 
Quel Follini, che dimostrandosi lo squallido gesuita di sempre ardiva commentare la Sua geniale perorazione in questi termini : "non capisco e non condivido" . Ma taci, schiavo! (mi perdoni Sire, mi sono lasciato un po' andare, ma quando è troppo è troppo!).
Ma soprattutto quel Fini, quell'ingrato squadristuccio emiliano che a Lei mia Altezza Reale deve tutto, che è stato grazie alla sua infinita bontà, sollevato dall'oblio eterno al quale era destinato! Era seduto al suo fianco nel momento in cui la di Lei giusta ed elegantissima ira si abbatteva sullo spregevole crucco nemico della nostra amata Italia. Sembrava di sentire la voce fuori campo di Paolo Villaggio in Fantozzi: "Colori di Gianfranco Fini: rosso, rosso pompeiano, rosso tiziano, turchese, antracite, blu di prussia, blu notte, nero pompa funebre!!!"
Che ingratitudine, che viltà! Solo i fedeli amici leghisti La capiscono ormai: ma si sa, quella è gente finissima, di cultura superiore, ma via non c´è paragone!! La storia saprà ricompensare il suo genio immortale, Cavaliere. E quando le sue spoglie sante riposeranno tra mille anni nell'augusto mausoleo da Lei fatto edificare a Villa S.Martino, schiere di devoti riconoscenti, da tutto il mondo finalmente redento dal Suo verbo, giungeranno a ginocchioni a recarLe l´espressione della loro eterna gratitudine filiale.
Grazie ancora nostro amato Cavaliere e perdoni le nostre misere debolezze mortali se può.

Robespierre

* Cambronne era un comandante della mitica vecchia guarda di Napoleone passato alla storia perché, all'epilogo della battaglia di Waterloo, all'ufficiale inglese che intimava la resa ai francesi sconfitti rispose con un'unica parola, normalmente usata per specificare il prodotto della defecazione nel regno animale.

P.S.: Devo una breve risposta all´osservazione fattami personalmente qualche tempo fa da una mia carissima (nonché biondissima, bellissima, dolcissima, simpaticissima e se non la conoscete cazzi vostri....) amica, Cristina, la quale mi rimbrottava amabilmente per le mie a suo dire eccessive critiche al caro compagno D´Alema.
Cristy, sarò breve: io critico D´Alema perché mi fa molto incazzare che uno, per così dire, di famiglia abbia commesso così tanti errori (mi ostino a ritenere in buona fede).
Chiariamo però un punto: le mie critiche a D'Alema sono quelle che si possono fare appunto in una famiglia nei confronti di un cugino un po' narciso e supponente ma al quale si vuole comunque bene.
Il mio atteggiamento nei confronti di Silvio Banana è invece paragonabile a quello di colui che si trova davanti Jack lo squartatore nell'esercizio delle sue funzioni.
Spero di aver reso l´idea.
Un casto bacio (in mancanza di meglio...).

 

LA VERA STORIA DEI COMUNISTI 

A volte bisogna saper provare il sentimento della pietà. Lei Sig. Silvio B. ci fa pietà. Per la sua profonda ignoranza, che a malapena in Lei contende lo scettro alla malafede.
L´ignoranza è una brutta bestia. Ne ha dato prova in più di un´occasione, confondendo date, scambiando nomi e fatti, esibendosi in gaffes imperdonabili. Vede, Sig. B. la cattiveria, la disonestà sono peccati che col tempo si possono perdonare: un giorno, speriamo tutti assai vicino, ci ricorderemo delle sue colpe. Non con la rabbia che ci opprime oggi,  bensì con l´ironia che ci sarà finalmente regalata dal sollievo di esserci liberati di Lei.
L´ignoranza non si può perdonare: perché non è una malattia che uno tiene per sé. E´ un virus che si trasmette, che investe gli umili e gli indifesi, che contagia i deboli. E lei lo diffonde consapevolmente ed è questo che non Le potremo mai perdonare.
Prendiamo il tasto sul quale preme da sempre, con accentuata virulenza in prossimità delle elezioni : il comunismo, i comunisti. Ora, se le cose che Lei dice, o, per meglio dire, che Lei urla, fossero profferite da una persona con un minimo di onestà, non dico personale (rischio che Lei non potrebbe mai correre), ma almeno intellettuale, potremmo perfino provare a stare ad ascoltare, a cercare di confutare, a tentare di discutere, di argomentare. Ma con Lei, con tutta franchezza, tutto ciò sarebbe completamente inutile.
In definitiva, ma cosa ne sa Lei, seduto sul suo trono da miliardario ridens, dei comunisti? Lo sa che il primo nella storia che tentò di mettere in pratica le idee egualitarie e di giustizia sociale fu un certo Spartaco di professione gladiatore ai tempi dell´impero romano? Lo sa che lui e tutti i suoi "compagni" furono puniti con la crocifissione per il fatto di aver osato dichiararsi liberi, ed uguali ai romani? Lo sa che le croci sulle quali furono inchiodati partivano da Capua in Campania e finivano in pieno centro di Roma? Lo sa che secoli e secoli dopo nella nostra Italia e soprattutto nella mia Toscana (il buco nero della democrazia...) le belve comuniste ancora davano ai loro nascituri con orgoglio il nome di Spartaco, in memoria imperitura dell´eroe che aveva provato per primo a ribellarsi al potere?
A Firenze uno dei viali principali è ancora oggi intitolato alla memoria di uno di quei bambini che fattosi giovinetto e (orrore) comunista fu massacrato dai progenitori di  quei gentiluomini in camicia nera che le siedono accanto nelle riunioni di gabinetto: Spartaco Lavagnini.
Certo non sa che il secondo giovane che volle mettere in pratica le idee "comunistiche" (siamo ancora a prima di Marx), fu un certo Gracchus Babeuf , in piena rivoluzione francese. Mise su una specie di rivolta male organizzata e peggio diretta che fu chiamata "congiura degli eguali" ispirata solamente dall´indignazione che era sorta in quei giovani uomini alla vista delle clamorose ingiustizie che la rivoluzione "borghese" non era riuscita ad estirpare, ma aveva casomai contribuito ad acuire per milioni di persone. Lui (giovanissimo) e tutti i suoi compagni furono ghigliottinati, senza un briciolo di pietà.
Venne Marx, venne Engels e vennero la teoria, gli scritti, le carte.
Venne soprattutto il primo tentativo di mettere in pratica quei concetti, sempre in Francia, sempre a Parigi (lo sappiamo che i francesi non vi stanno simpatici a voi destrorsi......troppe rivoluzioni, n´est pas?). La Comune del 1871 fu il primo grande esperimento sociale di autogoverno del popolo nella storia del mondo: un paese devastato dalla guerra, vinto dal militarismo prussiano, affamato dalla cupidigia e dall´ingordigia della morente autocrazia di Napoleone III, che rialza la testa, che si ribella, che vuole finalmente pane per i suoi figli, rispetto per le sue idee.
La risposta, come sempre, fu feroce: migliaia di soldati repressero in pochi giorni in un mare di sangue chi aveva ancora una volta osato ribellarsi al potere: uomini, vecchi, donne, bambini. Fucilati, decapitati, sgozzati, impiccati, sepolti vivi. "BAMBINI SEPOLTI VIVI".
Le bandiere insanguinate innalzate sulle barricate da coloro che da quel giorno furono chiamati "comunardi" sono ancora oggi, nell´epoca detta del post-comunismo, conservate all´interno del Mauseleo di Lenin, al Cremlino.
Ancora oggi, nelle campagne del centro Italia, vivono vecchi contadini che all´atto della loro nascita furono registrati all´anagrafe col nome di "Comunardo".

 

Breve lettera a Sergio Cofferati.

Stavolta Sergio stai sbagliando.
Non certamente per le considerazioni sempre acute e ragionevoli che ci offri sull´attuale situazione italiana, europea e mondiale. Non sicuramente per il modo in cui dici le cose, sempre di una spanna superiore agli altri,  sempre così signorile, pacato anche quando affermi verità che lasciano il segno, che danno una direzione. 
Stavolta stai sbagliando, (si intende a parere mio,quello di un semplice elettore) nella tua ostinazione a non volere in nessun modo prendere in esame la possibilità di fondare un nuovo, grande partito della sinistra italiana. Di fondarlo con i compagni e le compagne di viaggio che ti sono (ci sono...) più prossimi. Di fondarlo per dire finalmente una parola chiara all´interno del litigiosissimo schieramento di cui fai parte, anche una parola di onestà reciproca, diciamolo pure: non si può convivere a forza sotto uno stesso tetto in nome di un feticcio chiamato "unità", che termina la sua ragione d´essere nello stesso momento in cui viene evocato.
Ti ostini a non fare il passo perché dici: " Le scissioni e le divisioni sono sempre state un danno per la sinistra italiana".
E quello che c´è ora, all´interno dei Ds ed oltre che cos´è?
Noi siamo nelle condizioni di quella coppia di coniugi che all´interno delle mura domestiche si insultano e si lanciano i piatti e per la strada ostentano un simulacro di unione perfetta ad uso e consumo dei vicini di casa. Solo che nel nostro caso i vicini conoscono benissimo la situazione e si danno continuamente di gomito. E´ utile che tutto ciò continui?
Tu dici: "Noi vogliamo che la minoranza all´interno dei Ds abbia la possibilità di esprimere e se del caso affermare le proprie posizioni". Si, va bene, è anche giusto...... ma se poi, almeno nell´ottanta per cento dei casi le rispettive posizioni risultano così lontane da tradursi addirittura in voti contrapposti in sede parlamentare?
Facciamola breve e soprattutto comportiamoci onestamente: è ora di dire al di la di ogni ipocrisia che io e tanti compagni come me (ne sono sicuro) non possiamo votare per un partito in cui trovano posto le idee (peraltro legittime e rispettabilissime) di Massimo D´Alema e compagnia pseudo-riformista.
Questi signori trovano ormai quotidiana ospitalità su "Il Foglio" di Giuliano Ferrara, come tu ben sai. E´ del tutto evidente, anche partendo solo da questa pur limitante considerazione, che questo matrimonio non può continuare come se niente fosse.
Un partito che, partendo dall´attuale minoranza Ds (il correntone) proponga una federazione ai verdi, ai comunisti italiani, ed anche, perché no, all´ Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Una Federazione che, in un tempo relativamente breve, si unisca in un partito unico che tenti finalmente di avviare un dialogo concreto, un dialogo fatto di collaborazione e di contaminazione con i movimenti intesi in tutte le loro anime e forme, a partire dal volontariato cattolico e laico per finire ai cosiddetti "antagonisti" che rischiano, non trovando una sponda, di trovarsi a breve in una situazione di isolamento pericolosa per se stessi e per gli altri, quando invece potrebbero essere coinvolti in un processo "legalitario" alto di trasformazione della società. Un partito "nuovo" (scusami l´espressione involontariamente Togliattiana) che sappia, finalmente, trovare una qualche forma di collaborazione con Rifondazione Comunista (la famosa "Gauche plurielle") e che determini infine una posizione "chiara" e non più  "di comodo" anche in chi quel partito guida. Un partito che sappia interloquire in modo finalmente civile con gli ex-coniugi  "liberal" , lavorando insieme su alcune questioni, in autonomia su altre, ma che eviti per sempre di continuare nella farsa ipocrita dell´indissolubilità del vincolo matrimoniale. Un partito per concludere che unitamente a tutti i compagni e amici sopra ricordati, sappia costruire in tempo di elezioni quel solido cartello elettorale che mandi a casa il governo più tragicamente ridicolo dell´intera storia repubblicana.
Con rispetto ed affetto,

Robespierre

Igor Man : "L´Islam dalla A alla Z"  Garzanti Editore.

 

18 MARZO 2003.

Ci diranno che sì, hanno tirato ottomila bombe in ventiquattro ore, ma sono bombe occidentali, bombe intelligenti, che distruggono le cose e scansano le genti.
Ci diranno che era doveroso riportare la democrazia e se per questo si è dovuto fare un deserto, cosa volete che sia.
Ci diranno che chi si oppone a questa guerra è un terrorista, uno sporco traditore, un primo della lista.
Ci diranno che il Signore è con loro, si scorderanno che era già stato scritto accanto a un teschio nero.
E pregheranno fervidi, accanto a dei bei ceri, solo a far risaltare i loro cuori amari.  
Ci diranno che siamo degli ingenui, dei poveri ignoranti: la guerra è necessaria, lo sanno tutti quanti.
E ci rinfacceranno le nostre gite al mare, con macchine a petrolio che sangue può costare.
Ci parleran giocondi, di patria e fedeltà , ci chiameranno ingrati per la loro libertà.
E ci diran che liberano il mondo dal terrore, tardi si accorgeranno di tutto quel fetore.
Fetore dei cadaveri dei bimbi sterminati, fetore delle vittime, fetore dei soldati.
Non potran più nascondersi da tutto quel fetore: per sempre insieme a loro, fino a che il sole muore.

 

Socialisti ?

......E  Mr. Tony Blair, vogliamo finalmente parlare di Mr. Tony Blair ? Di questo geniale stratega del nuovo socialismo degli anni duemila? Di questo affettuoso amicone di Massimo D´Alema, di questo moderno * leader del laburismo liberal, seducente, riformista, di questo sorridente ospite fisso ad ogni agosto della mia, della nostra Toscana? Sì, penso che sia giusto parlarne.
Parlarne, e finalmente dirne tutto il male possibile, perché è ora di affermare ciò che è vero, non ciò che si vuol far credere ai gonzi di ogni risma. Mr. Tony Blair ha riportato i laburisti britannici nelle stanze del potere, dopo la lunga ed infausta parentesi Thacheriana, è vero, ma a quale prezzo per il Labour? Ad un prezzo terribile, inaccettabile per qualsiasi partito che anche lontanamente si richiami all´idea di socialismo. Ha costretto il suo partito a vendere l´anima al demonio liberista, al dogma dell´ineluttabilità del trionfo del mercato selvaggio, alla legge del più forte.
Dopo aver portato a termine la virata ideologica, (la mutazione genetica l´avrebbe chiamata il grande Enrico Berlinguer), ha proceduto all´applicazione pratica del nuovo credo, favorendo, per esempio, una privatizzazione in grande stile dei servizi pubblici con conseguenze molte volte catastrofiche (vedi il caso delle ferrovie del Regno Unito divenute tra le più insicure ed inaffidabili d´Europa).
Ha fatto di tutto per azzerare il ruolo dei sindacati (le mitiche Trade Unions), introducendo nel mercato del lavoro una deregolamentazione selvaggia (per adeguarsi ai tempi nuovi** ed alle inevitabili riforme*** of course). E come degno cappello della marcia impalcatura ha pensato bene di sposare in pieno le smanie guerrafondaie ed imperialiste della junta petroliera di Whashington.
Per buttarla sullo scherzo si potrebbe sospettare che Mr. Tony Blair in realtà non sia un essere umano vero e proprio, bensì il prodotto del primo azzardato esperimento della setta dei Raeliani che una cinquantina di anni fa provarono a clonare l´allora giovane Margareth Thacher. Visto che dal maldestro esperimento nacque il buon Tony, appena questi fu in grado di comprendere gli raccontarono che era un clone di Winston Churchill il grande Primo Ministro della guerra contro Hitler.
Da quel giorno il nostro non ha più smesso di credere di essere il nuovo alfiere della lotta del bene contro il male, con i risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi.
Ah, quasi dimenticavo. Si è riunita in questi giorni  a Roma la cosiddetta "Internazionale Socialista" (mah!) di cui Mr. Tony Blair è uno dei più insigni esponenti. La grande assemblea ha a quanto pare partorito una dura risoluzione di condanna nei confronti della cosiddetta guerra preventiva contro l´Iraq. Solo che Mr.Blair sostiene in maniera decisa la tesi diametralmente opposta, quella del pieno sostegno all´impero nella folle avventura nel Golfo Persico.
Ora, se uno la domenica entra in chiesa durante la messa e si mette a bestemmiare ad alta voce Dio, la Madonna e tutti i santi (tale è l´atteggiamento di Mr. Blair nei confronti dell´Internazionale Socialista), come minimo viene buttato fuori a pedate nel culo. Visto che ciò non si è verificato per Mr. Blair, ci sono solo due soluzioni:
a) Questa Internazionale Socialista tanto cara, tanto per cambiare, a Massimo D´Alema, è una gran buffonata.
b)  Questa Internazionale Socialista tanto cara, tanto per cambiare, a Massimo D´Alema, è una gran pagliacciata.
A voi la scelta fra le due opzioni.   

Robespierre

* Uno schifoso gerarca nazista (mi sembra il ministro del lavoro Ley) soleva dire che appena udiva pronunciare la parola "cultura" la sua mano correva istintivamente alla pistola.
 A me accade una cosa analoga quando sento pronunciare la parola "modernità", solo che la mano mi va istintivamente, chissà perché, a toccare i coglioni.

** Arridanghete la mano sulle palle!

*** Idem come sopra.

 

PERCHE´ ?

E´ tanto tempo che non scrivo.
A volte mi domando perché Dio, o la natura, o chi per loro ci hanno dotato della vista, dell´udito.
Perché sicuramente questi due sensi sono due grandi doni elargiti a noi poveri mortali. Ci permettono di vedere il colore delle cose belle, il volto delle persone che amiamo. Oppure ci consentono di udirne le voci.
Ma, puttanissima troia di un´Eva perché questi sensi non ci difettano ogni volta che stiamo per ascoltare o per leggere delle apocalittiche stronzate, perché non ci ritroviamo sordi e ciechi (ma felici) ogni volta che Berlusconi parla o che i giornali riportano qualche sua dichiarazione.
Perché devo leggere e ascoltare i deliri allucinati di un essere che invita i cassintegrati della Fiat a cercarsi un lavoro "fuori della legalità" ?
Perché devo ascoltarlo dire che basterebbe dare un marchio Ferrari alle utilitarie della Fiat per rilanciare quest´azienda?
Perché devo leggere che a causa di questo personaggio fra poco ci troveremo con una polizia regionale del nord (ustascia) e una del sud (cetnica) come la Jugoslavia della fine degli anni ottanta.
Perché noi del centro Italia a causa di questo tragico scherzo della storia che oggi governa il nostro paese   potremmo trovarci nelle stesse condizioni della Bosnia-Erzegovina dei primi anni novanta?
Perché devo ritrovarmi sulle pagine dei miei giornali, la Repubblica e l´Unità, uno spazio acquistato da non si sa bene quale entità turca che si appella all´infinita comprensione di quest´ uomo (?) per ottenere l´ingresso nell´Unione Europea mentre in quel paese un intero popolo, i curdi, viene sacrificato, ogni giorno, sull´altare di una ributtante pulizia etnica?
Perché devo leggere ed ascoltare che la maggioranza del parlamento della Repubblica democratica (?) Italiana, a causa delle direttive di questo individuo ha deciso che i libri di storia si dovranno uniformare ai voleri di questa combriccola di volgari impostori?
Perché devo assistere alla collocazione in quinta fascia di una notizia (le dimissioni di tutti i rettori delle Università italiane, fatto senza precedenti mai verificatosi in Europa) che avrebbe fatto cadere per la infinita vergogna qualsiasi governo nel mondo che avesse conservato una minima parvenza di dignità?
Perché a fronte di quest´infamia vivente mi tocca sentire che la popolarità di questo clown non crolla sotto terra ma addirittura tende ad aumentare fra le derelitte plebi Italiche?
Perché sento un brivido lungo la schiena quando mi ricordo di frasi lette tanti anni fa, profferite da persone degne della massima stima, da persone che ciascuna nel loro campo, hanno speso una vita per il trionfo dell´intelligenza e della libertà:
Leo Longanesi: "Gli italiani sono famosi per correre sempre in soccorso del vincitore"
Ferruccio Parri parlando con Adriano Sofri (dal libro L´ombra di Moro - Sellerio editore): "Il popolo italiano non merita niente. Non si illuda. Non pensi che ne valga la pena, di dedicare la vita agli ideali, al servizio del popolo. Il popolo italiano non lo merita".  
Perché mi torna per un attimo il sorriso solo quando penso al biglietto del super enalotto da un euro che comprerò domani e che (sicuramente) me ne farà vincere venticinquemilioni, permettendomi di acquistare quell´appartamento di fronte a Notre-Dame da cui spierò con ironica nostalgia il triste declino di questo nonostante tutto bellissimo paese che chiamiamo Italia?
Perché?

Robespierre

ADRIANO SOFRI - L´OMBRA DI MORO - SELLERIO EDITORE - PALERMO.   

 

CAPI D'ACCUSA E..ORTAGGI.

Filmati concorrenti a formulare il capo d'accusa: "..si vedono Cirillo Francesco, Caruso Francesco e Lidia Azzarita, ad una manifestazione". I tre tentano di forzare il blocco, ma "considerato l'imponente schieramento di forza pubblica, e quindi la differenza di potenziale tra i circa 150 manifestanti ed il Reparto Mobile schierato..il gruppo di antagonisti capeggiato da Caruso, tentava di forzare il blocco lanciando VERDURA ED ORTAGGI nei confronti delle forze dell'ordine": I disobbedienti erano "ARMATI".
" Si può notare Francesco Caruso discutere con un funzionario mentre gli altri manifestanti scandiscono più volte il seguente slogan: " CON ORTAGGI E VERDURA FAREMO LA LOTTA SEMPRE PIU' DURA". E Caruso incita: " Allora, i compagni del servizio d'ordine, armati di CARCIOFI E SCOLAPASTA, vengano avanti.."
"Un non meglio identificato manifestante, rivolgendosi ai poliziotti, afferma in dialetto napoletano: mangiatevi un poco di SEDANO. Subito dopo, Caruso Francesco, alzando un CAVOLO e staccandone una FOGLIA, afferma: offriamo un segno di pace".

Caro Webmaster, scusami se per la seconda volta non sono d'accordo con una tua copertina: forse sarà che sono allergico al nero, ma non mi sembra giusto di metterci a lutto in un'occasione come questa.
Perché?  Ma non hai visto che mettono in galera le persone perché maneggiano ortaggi.. Non possono mica arrestare tutti i fruttivendoli d'Italia. Non vi fate ingannare dall'apparenza dei fatti: E' un giorno di vittoria.
Nella lettera alla Fallaci avevo scritto che niente ci può fare paura: figuriamoci chi  accusa gli altri di sventolare cavolfiori.
Continueremo a combattere, con la non-violenza, con la cultura, con la conoscenza, soprattutto con l'ironia (arma temibile, ne conveniamo), per un mondo un po' meno ingiusto, un po' più solidale. Un mondo senza guerre, un mondo libero dalla schiavitù del profitto ad ogni costo. Mai con il terrore, mai con l'ignoranza, mai con la violenza.
Niente ci può fare più paura.

Robespierre

P.S.: A proposito di cultura, ho deciso da ora in avanti, di proporre a quei quattro o cinque che ci seguono, la lettura di quei  libri che mi hanno particolarmente colpito. Sì, lo so, sono un po' presuntuoso. E chi se ne frega non ce lo volete mettere?
"IL DIO DELLE PICCOLE COSE" di Arundhati Roy edizioni TEA. 

 

CARA ORIANA

" I RESTI DI QUELLA CHE FU UNA DELLE PIU' GRANDI GIORNALISTE DEL MONDO, RISALGONO IN DISORDINE E SENZA SPERANZA LE VALLI CHE AVEVANO DISCESO CON ORGOGLIOSA SICUREZZA"
Generale M. Robespierre.

Cara Oriana,
Spero di non destare ancora una volta la tua pur innocua ira repressa se comincio la lettera a te rivolta con le parole (artefatte) del grande generale del regio esercito italiano che annunciavano alle italiche plebi la vittoria (?) nella grande guerra, errore grammaticale ovviamente compreso. (spiego: se sono i resti a risalire, sono sempre i resti per un elementare problema di logica che sono discesi).
Pensavo di farti un omaggio e so che tu sicuramente gradirai: ultimamente sei avvezza a considerare con un occhio di particolare riguardo tutto ciò che richiama anche solo lontanamente l'idea della guerra.
Tutto ciò lo giustifichi (anzi te ne fai addirittura un vanto) con la tragica giornata dell'undici settembre 2001. Giornata di lutto per il genere umano. E' vero.
Lo sai, Oriana? La tua indignazione è sacrosanta. Quante persone innocenti sono scomparse per sempre in quel folle rogo. Quanti uomini donne,  di paesi diversi. Uomini, donne che non hanno più avuto la gioia nel tornare a casa dopo una lunga giornata di duro lavoro di abbracciare e coprire di baci i loro bambini. Già, i bambini...
Lo sai Oriana, ho il fondato sospetto che tu, da buona, anzi ottima giornalista, non fossi tanto brava a matematica a scuola.
Eccellevi sicuramente in italiano, in storia sicuramente, ma in matematica mi sa proprio che non ci davi. Non ti sentire in colpa per questo: anche a me, nel mio piccolo (per carità.), accadeva la stessa cosa. E' che mi hanno sempre interessato più le vicende umane che le aride cifre.
Capisci quello che voglio dire, vero? Ma certo mi capisci benissimo: sei una donna intelligente tu.
Vabbè, proviamo, tu ed io, a fare uno sforzo per una volta, una volta sola. Proviamo a contare. Però te lo sbatto in faccia (scusami l'espressione indelicata) il conto esimia concittadina, Orianuccia bella.
Ogni giorno, e dico ogni giorno, cara bella fica (fra noi parliamo in fiorentino da ora in avanti , dai è così bello!) crollano al suolo due torri gemelle, solo che, a differenza dell'undici settembre non crollano alle nove del mattino, ma quando gli uffici son pieni come un ovo (le undici va bene?) e lo sai di chi sono pieni gli uffici .. di bambini.di bambini africani, di bambini asiatici, di bambini sudamericani, di bambini medioorientali. Quarantamila. Quarantamila ogni giorno, Oriana.
Muoiono per la fame, per le malattie, per la sete. E da cosa, da chi, sono provocate queste morti?
Vuoi che ti dica che sono provocate dai no-global carissima, dolcissima concittadina? O dai comunisti cattivi, che magari poi li congelano nel frizer e se li sgranano con calma? O magari da qualcuno di quei preti delle periferie italiane che tu etichetti con vero odio con l'appellativo di "rossi" solo perché da veri cristiani stanno ogni giorno accanto agli umili, agli emarginati che anche tu, una volta, amavi tanto.
Vedi Oriana, penso che sia giusto spiegarci fra noi. Siamo fiorentini, tu, io, il webmaster.
La nostra città cos'era diventata prima del Social Forum? Una vetrina di gadget e scarpette per turisti giapponesi. Una città di avidi bottegai razzisti chiusi ad ogni contaminazione con il mondo esterno. (ma è poi vero? Anche a questo è servito il Social Forum, a smentire dei luoghi comuni.)
Ma la nostra Firenze non può essere questo. Non deve essere solo questo. La nostra Firenze deve tornare ad essere quella che era un tempo. La nostra Firenze deve tornare ad essere quella di La Pira, di Don Facibeni, di Don Lorenzo  Milani, di Padre Ernesto Balducci,, di Don (ex) Enzo Mazzi. Ma guarda che sfortuna, tutti credenti, neanche un comunista Oriana.
La nostra città deve tornare ad essere quella  che insegna, anche al turista più frettoloso, che qui con l'umanesimo, l'uomo si è liberato per sempre della paura di Dio ( e quindi della paura del potere) per ricongiungersi a Dio nell'amore.
La nostra città deve tornare ad essere quella che si libera per sempre della paura del Dio del potere incombente dall'immensa cupola di Santa Maria del Fiore e si congiunge per sempre col Dio dell'amore della basilica di San Lorenzo, un Dio alla stessa altezza dell'uomo.
Oriana, credimi, ti scrivo queste cose insieme con una grande gioia ed una grande amarezza. La gioia di aver condiviso, nella mia città,  insieme a decine e decine di migliaia di altre meravigliose persone, tre giorni che resteranno per sempre scolpiti
nei nostri cuori. Niente ci può fare più paura, Oriana. L'amarezza per il fatto che tu non hai voluto, per chissà quale strana alchimia della mente, essere con noi.
Torna con noi Oriana. Liberati dai tuoi demoni. Torna ad essere la splendida compagna di Alekos Panagulis. Torna a dire no ai mercanti di morte. A cogliere il fiore della tua libertà.

 

RIFORMISTI ?

Leggete, se potete, l'intervista a Sergio Cofferati, (e anche questo articolo su l'Unità, n.d.r.) pubblicata oggi (23 ottobre 2002) su Repubblica.
Dopo averla letta domandatevi solo per un attimo chi altri potrebbe rappresentare meglio  il "comune
sentire" (un tempo si diceva così, ed era un'espressione bellissima, le parole sono importanti..) di milioni di persone.
Chi, tra coloro che si sentono così intelligenti, così provvisti di doti intellettuali profonde, di arguzia
inarrivabile, che si sentono in diritto di assegnare pagelle di buon riformista a destra e, soprattutto, a
manca, in una parola i cosiddetti "leaders" coi baffi (e risotto..) della sinistra ufficiale, è in grado di
toccare così compiutamente le corde più riposte del cuore di quelli che, in teoria, dovrebbero
rappresentare.  
E poi questa parola, "riformismo" presa in sé non significa una bella sega nulla: le riforme possono essere progressiste o retrive, di destra o di sinistra, possono essere persino fasciste: le leggi razziali del 1938 non riformavano forse in senso assoluto l'intero arco dei diritti e dei doveri degli "appartenenti alla razza ebraica"? Cosa si vorrebbe far credere, che l'eliminazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dovrebbe farci piangere di gioia solo perché le hanno dato il nome di "riforma"? O non sarebbe meglio forse far notare, per chi si considera di sinistra, che sarebbe invece l'ora di "riformare" il funzionamento dell'ONU ed i suoi poteri, prima di affidarcisi come ad una ciambella di salvataggio tutte le volte che non si ha il coraggio di decidere se sia giusto o no appoggiare una guerra degli americani? 
E i servizi segreti italiani ?: più "riformati" di loro al mondo non c'è niente, da governi di destra e da governi di sinistra, eppure continuano imperterriti da decenni a farsi i cazzi propri cioè gli addestratori dei bombaroli fascisti.
E il progetto di distruzione della scuola pubblica portato avanti da Miss "ce l'ho patinata" Moratti, non è stato forse indicato come una necessaria riforma?
Si proclama ai quattro venti che va assolutamente ricercata l'unità sindacale per arrivare alle urgentissime politiche riformiste..
Ora, anche per trombare mi sembra si debba essere almeno in due: uno si unisce a qualcuno se questo qualcuno esiste, ma francamente non mi ricordo che in Italia esistano altri  sindacati dei lavoratori oltre alla C.G.I.L., a meno che non ci si voglia riferire all'organizzazione di quel tizio pelato coi baffetti che ha commentato lo sciopero del 18 ottobre con un "nessuno se ne è accorto" degno di un Cesare Romiti in perfetta  forma.
Per non parlare, per carità di parte politica, di quegli eroici parlamentari del centro-sinistra che a poche ore dall'attuazione dello sciopero generale hanno diffuso a Montecitorio un appello da firmare contro l'agitazione sindacale nel nome della summenzionata unità: azione di una tale viltà e ripugnanza che mi verrebbe voglia di pubblicare una bella lista di proscrizione alla Vittorio Feltri, con tanto di nomi e cognomi dei meschini aggiungendo il superfluo invito ai milioni di lavoratori che allo sciopero hanno giustamente aderito a non votarli mai più.
Se questi comportamenti significano essere riformisti, mi vanto di non esserlo. E come me se ne fanno un vanto milioni di altre persone. Del vostro riformismo "unidirezionale" sempre rivolto a destra, cari pseudo leaders della pseudo sinistra
ufficiale italiana ce ne sbattiamo amplissimamente i coglioni.
Mi sa che bisognerà prima o poi fare anche uno sciopero della fame,per costringere finalmente il "Cinese" a rompere gli indugi ed a guidarci e per toglierci altrettanto finalmente dalle palle questi eunuchi del riformismo alla matriciana.
A risentirci.

 

INCONCEPIBILE

Venerdì 27 settembre Silvio Berlusconi, capo del governo italiano ..*:
I morti extracomunitari annegati nel mare di Agrigento recuperati coi pedalò? Penso che i pedalò bastino, non credo che (i morti) si siano lamentati.

Sabato 28 settembre 2002, l'Osservatore Romano organo Vaticano (noto covo di sovversivi agli ordini del pericoloso capo bolscevico Karol Woitila): " E' inconcepibile ironizzare  sui morti, le battute del premier sono fuori luogo, macabre, di cattivo gusto, offensive e provocano amarezza".

Scusatemi, voi non ci crederete, ma non sono d'accordo con l'Osservatore Romano. Per me , a questo punto, veramente inconcepibile è continuare a commentare le frasi profferite dall'individuo che a tutt'oggi, nonostante tutto, continua a  godere della stima di quasi la metà del cosiddetto "popolo" italiano.
Per parte mia faccio voto di non commentarle più, perché l'inutilità dell'atto è da ritenersi ormai scientificamente provata.
Pare infatti che milioni di italiani, a dispetto di ogni evidenza, continuino a credere alle apocalittiche stronzate portate avanti dall'individuo di cui sopra.
Quindi, la situazione si presenta di un' evidenza solare: questi milioni di fedeli dell'unto del signore si suddividono equamente in due precise categorie: i totalmente decerebrati (in latino minus habens) ed i totalmente in malafede (in latinorum pezzum de merdas). Ergo se domani mattina l'individuo affermasse esplicitamente che "Il papa è un noto pedofilo, drogato e culattone e madre Teresa era una conclamata prostituta albanese ante-litteram" essi ci crederebbero, solo per il fatto che lo ha detto lui,
l'unto. Quindi consiglierei l'Osservatore Romano di lasciar perdere le ormai troppo facili e soprattutto a questo punto, inutili polemiche verso l'individuo.
Però un piccolo (e forse presuntuoso, non dico di no) suggerimento, se proprio vogliono polemizzare, avrei da darglielo: sul fatto che la Rai (Tv pubblica italiana, sotto totalitario controllo dell'individuo che si professa cristiano e cattolico esemplare. ) mandi in prima serata sulla rete ammiraglia, domenica 29 settembre 2002, il programma dal titolo "Una canzone per Padre Pio" (anche qui credo fermamente che i commenti siano superflui) e che la stessa Rai abbia mandato in onda, CON INIZIO INTORNO A MEZZANOTTE, una decina di giorni prima su Rai Tre-Tele Kabul , il film sull'esperienza di Gino Strada e di Emergency in Afghanistan "bombe intelligenti".  
Sia detto per maggior informazione che il film mostrava, tra le altre cose, gli stupendi effetti delle civili e liberatrici bombe e mine intelligenti occidentali sui corpicini dei bambini afgani: fanciulli squartati, amputati, accecati ed altre delizie del genere delle quali veramente, parafrasando l'individuo, la nostra "superiore civiltà" può dirsi legittimamente orgogliosa per i secoli dei secoli.
Dovremo aspettare millenni per vedere sprecato il prezioso inchiostro del quotidiano della Santa Sede per queste risibili questioni di libertà di informazione (quella vera), di libertà dalla superstizione (quella superstizione condannata da Cristo nei Vangeli e da Voltaire nel Trattato sulla Tolleranza) e di libertà di conoscenza (quella minimamente necessaria)?

Siamo tutti speranzosi, non oso dire sicuri, che la risposta (che arriverà nei fatti, non certo con una risposta diretta a noi, non ci siamo montati il capo fino a questo punto...)  non sarà negativa.
  
*(te lo meriti Alberto Sordi!!  Nanni Moretti, Ecce Bombo,  metà anni settanta.)

 

Votantonio partecipa al ricordo delle migliaia di vittime dell'11 settembre. Del 1973.

SEPTEMBERILEVEN

Ebbene sì, lo confesso, è la prima volta che mi trovo in disaccordo (parziale) con il grande webmaster.
La copertina nera dedicata all'undici settembre (del 1973)  ci  regala e ci impone  un ricordo di un grande compagno, Salvador Allende, e di tanti sconosciuti fratelli cileni, che né primi né ultimi, hanno subito, in America latina e non solo, violenze inenarrabili a causa della prepotenza Statunitense.
D'accordo, tutto giusto, figuriamoci se non lo condivido. Ho in casa almeno due biografie di Salvador Allende un grande uomo, un grande compagno. Non è questo il punto.
Il punto non sta nemmeno in un'ipocrita e per me blasfema difesa dei  cosiddetti valori occidentali.
Quali? Quelli di chi bombarda  vittime innocenti da seimila metri di altezza? Quella di chi dice "poverini" guardando in televisione i bambini che muoiono di fame in Africa, e magari esce di casa cinque minuti dopo e picchia il primo lavavetri che trova al semaforo?  
No, il punto è un altro. E' che anch'io mi scopro tante volte ad odiare gli americani: li odio perché consumano il settanta per cento delle risorse della terra, e c'è gente che muore di fame (non noi). Li odio perché hanno messo al potere in tanti paesi del mondo tiranni sanguinari di ogni risma , perché inquinano (non da soli) questo povero pianeta, li odio perché fanno
strame, quando a loro conviene (praticamente sempre) dei trattati internazionali. Li odio perché mettono le sanzioni contro Cuba (non contro Fidel Castro, che se la passa fin troppo bene) e se ne strafregano se i loro cari amichetti turchi, sauditi, israeliani ed ora perfino russi e cinesi massacrano migliaia di innocenti. Li odio perché ci irridono quando timidamente chiediamo almeno delle spiegazioni per delle stragi orrende come il Cermis od Ustica. Li odio per il loro (puritano, non cristiano) spirito di vendetta nei confronti dei reietti del loro paese, colpevoli e innocenti, che li porta ad ostentare come
un triste attestato di merito le loro sedie elettriche e le loro camere a gas. Li odio per infinite altre ragioni, che sono così tante
che dovrei scrivere delle ore per elencarle tutte. Infine li odio perché nel loro delirio di onnipotenza non si rendono neanche conto di quello che sicuramente si può facilmente vedere dentro gli occhi di ogni bambino iracheno ucciso dal loro folle embargo: che stanno per essere sconfitti, che il loro fanatico impero fondato sul dollaro volge ormai al tramonto, come fu per l'impero mongolo, per quello romano, per quello britannico per tutti i loro potentissimi antenati.
Quasi mi assopisco a causa di tutto questo odio. 
E sogno. Sogno il sorriso dolce e indimenticabile di John Belushi, il suono apocalittico e storpiato della chitarra di Jimi Hendrix, il fumo dei tombini di New York immortalato da Martin Scorsese e Sergio Leone. Sogno il sogno di Martin Luther King e Malcolm X, i ragazzi dei campus californiani in rivolta nel magico '68. Sogno John Kennedy che manda l'esercito in Alabama per permettere ad una povera ragazza di colore di poter studiare alla scuola dei "bianchi" (la civiltà occidentale.).
Sogno i GI di Roosevelt che, nel 1944, danno la cioccolata a mia madre bambina sui monti dell'appennino (non l'aveva mai vista..). Sogno un paese che, all'inizio del '900 accoglie tanti poveracci in arrivo dall'Italia e dal tutto il mondo per permettergli di vivere decentemente (Bossi, Fini, non vi vergognate?) Sogno tanti ragazzi morti per liberare tutti noi dall'orribile mostro del nazi-fascismo, vergogna insuperabile (speriamo) del genere umano. Sogno una stampa libera e deliziosamente feroce, che non si spaventa neanche per un secondo a far cadere l'uomo più potente della terra se ritiene che questi non sia moralmente degno del suo compito (do you remember Watergate?) Sogno tante altre belle cose, le infinite distese del Nevada, le montagne del Colorado, Stephen King, Abramo Lincoln, Il jazz, il blues, Jack Nickolson. Marylin,
l'uomo sulla luna. Sogno il sogno di un grande paese bambino che ha dato una speranza per il futuro a tutta l'umanità e, che,
nel contempo, tragicamente, ogni giorno tradisce ferocemente questa dolce speranza a causa degli uomini che lo comandano.
Sogno, e un po' mi addolora tutto l'odio che ho profuso poc'anzi a piene mani.
Vedi, caro compagno webmaster, quant'è difficile odiare completamente od amare completamente una persona, un popolo, un paese. La tua copertina mi è parsa un po' , come dire, ingenerosa va bene? nei confronti di tante povere vittime dell'undici settembre a noi più vicino. Magari non ti è venuto di pensare che mentre l'aereo guidato dal pazzo si schiantava contro la torre, forse un umile pakistano a quella torre stava lavando i vetri, a penzoloni nell'aria, e stava magari anche lui riflettendo su quanto fosse testa di cazzo George dabliu Bush e quanto terribile e ingiusto fosse il sistema sul quale Giorgino è a capo.
Non volermene, Hasta siempre.

 

PREGHIERINA

Giunge notizia, da quel di Treviso, che il sindaco celtico-padano di quella città, tal Gentilini, si stia
prodigando per scacciare intere famiglie di immigrati dalle case che occupavano. Immigrati, badate bene, tutti dotati di regolare impiego e permesso di soggiorno.
Pare che la curia locale si sia un tantinello incazzata,(anche a seguito dell'occupazione di una chiesa da parte delle famiglie espulse dalle case) e che stia cercando di mediare fra le esigenze nazistoidi
del primo cittadino padano e quelle umanissime dei senza-casa extracomunitari.
Questo Gentilini (mai cognome fu più antitetico alla realtà) è noto alle cronache per aver più volte
manifestato opinioni al confronto delle quali le idee di Hitler sul Mein Kampf costituiscono un esempio di tolleranza razziale.
La notizia sopra richiamata mi fa tornare alla mente un episodio visto in televisione, e precisamente sul benemerito Blob di Rai tre.
Scena: Il senatore leghista Borghezio, al seguito del quale vi è un codazzo di massaie celtiche armate di bombolette spray disinfettante, sale su un treno in partenza da una stazione del nord Italia. Irrompe in uno scompartimento totalmente occupato da alcune ragazze africane, probabilmente delle sfortunate pendolari del sesso. Al cospetto di queste povere disgraziate invita le massaie facenti funzioni di SS a disinfettare adeguatamente i sedili occupati dalle ragazze, con quali manifesti sottintesi è facilissimo intuire. Sia detto per inciso che il senatur leghista, oltre che un infame razzista, è anche brutto come un rospo ed è quindi probabile che, stanco delle abituali pratiche auto-erotiche (leggasi seghe), si sia potuto avvalere
delle prestazioni di ragazze come quelle che stava così ferocemente insultando.
Quasi tutti noi da bambini siamo stati abituati dai genitori a recitare le preghierine della sera, prima di andare a letto dopo Carosello. In cambio della promessa di un buon comportamento verso i genitori, i fratellini ed il maestro a scuola, chiedevamo a Gesù bambino qualche regaluccio, che Gesù bambino ci faceva immancabilmente trovare di li a poco.
Oggi, in età adulta, vorrei rinnovare solo per una volta quella tradizione: vorrei pregare Nostro Signore, oltre che di farmi trovare al ritorno dal lavoro un paio di milioni di euro davanti alla porta di casa, e Manuela Arcuri nuda dentro il letto, la gioia immensa di essere seduto accanto a quelle povere amiche africane la prossima volta che il nazista Borghezio e le sue scherane faranno irruzione nello scompartimento del treno. Con quali conseguenze (soprattutto per l'adoratore del sole delle Alpi) potete facilmente immaginarvi: non penso che la cronaca delle TV e dei giornali se ne potrebbe disinteressare.. Ascoltami, o Signore!

 

In ricordo di un grande compagno, che non ha mai chinato la testa..... (occhio, in fondo c'è la canzone!!)
PIETRO, PER SEMPRE.

Quante volte sei morto Pietro, prima di oggi? Quante volte sei stato crocifisso ad una colpa che doveva per forza essere tua? Non potevi non essere tu il mostro. Eri perfetto per loro: anarchico, ballerino per di più. Non un dubbio, un'incertezza fra gli organi di informazione del regime, allora come oggi proni ai potenti di turno. Giuseppe Pinelli poteva essere un testimone scomodo a tua discolpa? E allora facciamogli prendere una bella boccata d'aria dalla finestra del quarto piano della questura, anche se è dicembre e forse non ce n'è bisogno: se poi quello vola di sotto perché forse credeva di saper volare noi che ci possiamo fare? Spinte? Ma come vi permettete? Anarchici, comunisti, sovversivi attenti a voi.
Un biennio di lotte che da Barkeley a Parigi a Berlino a Roma a Praga avevano cambiato per sempre il mondo occidentale fu spazzato via, liquidato dal terrore imposto, dalla paura fortemente voluta dal potere.
Cosa c'era di meglio per loro che additare il mostro: vedete a cosa porta il disordine, la ribellione, la pretesa di cambiare?
Il mostro era uno dei vostri: ed ora siamo tornati noi a rimettere le cose a posto, a garantire l'ordine, la disciplina!
Testimoni a tuo carico costruiti ad arte (quel tassista.), campagne feroci di stampa contro di te e contro tutti noi.
E a più di trent'anni di distanza la verità sui veri esecutori neo-fascisti della strage, e noi avevamo sempre saputo, ed ancora il mistero sui mandanti, ma noi anche di questi sappiamo.
La verità finalmente gridata non ti ha fatto star meglio, ma fino all'ultimo istante sei rimasto fedele agli ideali della tua gioventù, in faccia al mondo.
Ti voglio dedicare i versi  del grande Fabrizio De Andrè sull'indimenticabile maggio del 1968 nella speranza che i giovani di oggi, no-global e non, sappiano raccogliere il meglio di quell'eredità. Ciao.
Pietro, per sempre.

CANZONE DEL MAGGIO  di Fabrizio De Andre'
Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro
coraggio, se la paura di guardare vi ha fatto chinare
il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre
Millecento, anche se voi vi credete assolti siete lo
stesso coinvolti.

E se vi siete detti non sta succedendo niente, le
fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente,
convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco,
provate pure a credevi assolti siete lo stesso
coinvolti.

Anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso,
la notte che le pantere ci mordevano il sedere,
lasciandoci in buonafede massacrare sui marciapiede,
anche se ora ve ne fregate, voi quella notte voi
c'eravate.

E se nei vostri quartieri tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate senza feriti, senza granate, se
avete preso per buone le "verità" della televisione,
anche se allora vi siete assolti siete lo stesso
coinvolti.

E se credete ora che tutto sia come prima, perché avete
votato ancora la sicurezza, la disciplina, convinti di
allontanare la paura di cambiare, verremo ancora alle
vostre porte e grideremo ancora più forte, per quanto
voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti, per
quanto voi vi crediate assolti siete per sempre
coinvolti.

 

PICCOLEZZE

Oggi non ho molta voglia di scrivere, perché, come giustamente evidenzia il nostro Webmaster, ci sono dei momenti in cui lo schifo e la nausea sovrastano qualsiasi altro moto dell'animo. Per quanto può servire anche la mia solidarietà è totalmente rivolta al grande Sergio Cofferati: anch'io ero sotto a quel palco, insieme a tutti gli altri compagni e compagne, anch'io, per quanto mi sarà possibile, continuerò ad essere al suo fianco.
Per quanto riguarda gli esponenti della cosiddetta "Casa delle Libertà" mi piace ricordare cosa scrisse sull'Unità il grandissimo e mai troppo rimpianto Fortebraccio  in occasione della tragica morte di un altro grande compagno ed italiano, Enrico Berlinguer: "Al suo ritratto hanno contribuito anche gli avversari. E perfino lor signori che non s'intendono solo di soldi, ma anche di uomini, pur se scelgono nella vita e nella lotta quotidiana di avversare con rispetto i migliori e di usare con disprezzo i peggiori. Ma questa, delle scelte sbagliate, è una sventura loro."
Oggi, da parte dei nuovi "lorsignori" è rimasta solo l'avversione, ma se ne è andato per sempre il rispetto, sostituito definitivamente dall'odio, figlio degenere della paura. Oggi "lorsignori" si misurano sulla base delle loro piccolezze, delle loro meschinità. 
Il tappo ridens su D'Antona: "Si è trattato di un regolamento di conti interno alla sinistra"  
L'ex ministro pistolero su Biagi : "Era un rompicoglioni"
Ancora il tappo ridens al Costanzo Show: "il voto del 16 aprile 1946 salvò l'Italia dal comunismo" : Era il 1948! Nel 1946 si svolsero le elezioni per la Costituente ed il referendum istituzionale! Ignorante! Studia la storia almeno, prima di dare aria alla bocca!
Con questa gente meschina e volgare e quindi pericolosa abbiamo la sventura di doverci misurare. Ma proprio per questo lo schifo e la nausea non devono in alcun modo sovrastare la nostra determinazione a batterci contro di loro con tutti i mezzi che la democrazia consente. A questa gente, che ha persino tentato di far bere all'Unione Europea la clamorosa stronzata della svendita del patrimonio artistico nazionale per salvare i conti dello Stato, ricevendone in cambio un sonoro pernacchione (complimenti per l'ennesimo figurone i'mmerda ministro Tremonti!) si è rivolto in parlamento l'ineffabile D'Alema invitandoli finalmente ad assumere un atteggiamento civile e più rispettoso verso l'opposizione....
Civiltà, rispetto, comprensione delle altrui opinioni: ma chi cazzo credevi di avere di fronte Churchill o De Gaulle, De Gasperi o Moro? Vabbè se proprio ci tieni, caro baffino, posso cominciare ad accontentarti io: " A D'Alè. ma vedi
(rispettosamente) d'annà aff.lo!!!

 

CICCIOBELLO

Salve a tutti.
In un mio intervento di qualche mese fa avevo rilevato come, in mancanza di segnali di coesione da parte dell’opposizione, ai cittadini che a quella opposizione fanno (senza entusiasmo) riferimento non sarebbe restato altro che disegnare un bel cazzone gigante sulla scheda delle elezioni amministrative parziali che avrebbero dovuto svolgersi di lì a poco. Le elezioni ci sono state, almeno il primo turno, ed il loro risultato è stato tutto sommato confortante per la nostra parte.
Nel lasso di tempo intercorso tra la mia invettiva ed il risultato elettorale sono successe molte cose, tutte foriere di novelle speranze: il cazziatone di Nanni Moretti, La marcia dei docenti di Firenze, il Palavobis, i girotondi, la marcia dell’Ulivo,la manifestazione della Cgil, lo sciopero generale. Insomma, per dirla con il Professor Ginsborg*, la sana incazzatura dei ceti medi riflessivi. Ma vi ricordate quante prediche hanno dovuto nel frattempo subire i promotori di queste iniziative? Settari, estremisti, amici dei terroristi e via insultando. Badate bene, queste parole erano sì usate da fascisti e leghisti di ogni risma ma anche dai cosiddetti “moderati” del nostro campo: con questi
metodi allontanate la gente, non vi seguirà più nessuno, piazze piene, urne vuote, insomma il consueto festival dei luoghi comuni.
Genova, città dell’assassinio di Carlo Giuliani (Hasta Siempre!)**, città - testimone non ricusabile degli avvenimenti del G8 ha dato una risposta in termini elettorali sulle colpe e sui meriti di quelle giornate che definire definitiva è un eufemismo. 
E siamo ad oggi, vigilia dei ballottaggi: i tempi si accorciano, gli avvenimenti incalzano e i mitici Pezzotta da piedi (Cisl), ed Angelini custodi del governo (Uil) hanno pensato bene di prendere per il culo i milioni di lavoratori del 16 aprile accomodandosi alla tavola del piduista ridens. Sbaglio, o erano gli stessi che poco tempo fa ostentavano clamoroso sdegno
per le accuse di connivenza con gli assassini del Prof. Biagi rivolte dai fascisti ai sindacati? Sbaglio o erano gli stessi che giammai si sarebbero seduti a trattare col governo in mancanza di scuse formali del mezza sega? 
Chi è ovviamente in questo contesto l’estremista, l’esagitato, il settario? Risposta facile: chi a quegli impegni coi lavoratori ha mantenuto fede, Sergio Cofferati.
In questa situazione Cicciobello (alias F. Rutelli), di chi prende le difese? Ma di Pezzotta da piedi, of course!!
Torno all’inizio del mio scritto: le divisioni in prossimità delle elezioni sono sempre un grave errore e lo confermo. Devo però affermare che ci sono dei momenti in cui bisogna dire pane al pane e cretino al cretino: Cicciobello rientra ormai a pieno titolo in questa seconda categoria e bene ha fatto Angius dei Ds (che rimangono un partito, come dire…rimandato a settembre?) a farlo capire chiaramente .
Il tempo della svolta si avvicina…Hasta il Cinese siempre!!!!!

* Dove siete Nanni, Professor Pardi, Ginsborg, Flores? Ce n’est q’un debut, continuons le combat!! 

** Pallottola di rimbalzo? Certo… come ad Ustica missile di rimbalzo, come al Cermis Tornado di rimbalzo, come alla stazione di Bologna bomba di rimbalzo …e vai così Italia, fino al rimbalzo definitivo!!

 

VOLGARITA’

Quest’oggi Silvio B., capo del governo italiano (oh tempora, oh mores!) e ministro degli esteri ad interim (due lauti stipendi: ne ha bisogno poverino, i figli so’ piezzi e’core!) ha dato definitivamente il benservito a Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi. Tre grandi personaggi non della televisione italiana, ma della cultura italiana sono stati definitivamente impediti nella possibilità di esprimersi attraverso il mezzo televisivo.
Per quanto ci riguarda, la cosa non ci spaventa più di tanto: continueremo comunque a seguirli attraverso tutte le altre forme di conoscenza che per fortuna il genio umano ha nel corso dei secoli messo a disposizione di se stesso: Il teatro, i libri, la libera stampa. Vorremmo però ringraziarli.
Michele Santoro per gli stupendi programmi di denuncia politica e sociale che dai tempi di Samarcanda è riuscito ad offrirci insieme ai suoi bravissimi collaboratori. Daniele Luttazzi, per avere attraverso l’ironia portato in Italia il meglio di quel “way of life” della cultura ed informazione americana che in quel grande e contraddittorio paese si può liberamente esprimere in faccia ai potenti mentre da noi, piccolo provinciale paese di furboni è avversato come una jattura. Enzo Biagi, per averci fatto leggere le bellissime storie della gente semplice, le tragiche e gloriose storie dei paesi e dei popoli, e per essersi sempre saputo comportare da signore, con quella bonomia e pacatezza intelligente che sempre contraddistingue ogni buon emiliano.
Di Silvio B., alfiere della libertà (la sua, e quella dei suoi scherani) e, soprattutto di chi lo vota, è ormai inutile occuparsi più di tanto: sono prima di ogni altra cosa persone volgari, generalmente ignoranti, schiave dei luoghi comuni, custodi gelose solo del loro privato interesse.
Vorrei tranquillizzare il Cavalier B. : chi ha scioperato e partecipato ai cortei, martedì 16 aprile 2002, sapeva benissimo per cosa lo faceva. Saranno piuttosto gli storici, tra cinquant’anni, a non riuscire a capire come fu possibile per un paese che
una volta era stato il giardino d’Europa, faro di luce e civiltà, farsi governare (pardòn, comandare) e prendere per il culo da un personaggio come lei. 

 

CODE AI SEGGI…..

Ricapitoliamo. Vi ricordate chi era l’ultimo ministro degli interni dei governi dell’Ulivo? Tal Enzo Bianco da Catania, attualmente in quota alla Margherita di Rutelli. Questa persona, lo scorso 13 di maggio del 2001 fu ferocemente infamata dagli organi di informazione dell’attuale capo del governo (Tv e giornali)
perché si era reso responsabile del seguente atroce delitto: NON AVER GARANTITO UN REGOLARE SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI ELETTORALI. LA PROVA EVIDENTE CONSISTEVA NEL FATTO CHE SI ERANO FORMATE LUNGHE CODE PRESSO I SEGGI ELETTORALI FINO A TARDA NOTTE, BEN OLTRE L’ORARIO DI CHIUSURA PREVISTO PER I SEGGI STESSI. 
Enzo Bianco sentì in quell’occasione, a prescindere dalle effettive responsabilità personali, per il solo fatto che i problemi si erano effettivamente verificati, il dovere di dimettersi.
Veniamo ai giorni nostri: un professore, il povero Biagi, consulente del governo (ma vicino allo stesso partito di Bianco, la Margherita), viene vilmente assassinato da due schifosi sotto casa. Il professore era indifeso, come il povero Massimo D’Antona prima di lui. Ma l’omicidio di D’Antona era avvenuto dopo anni e anni di inattività terroristica, era quanto meno inatteso. L’omicidio di Biagi no. Si è verificato, appunto, dopo quello di D’Antona. E Biagi svolgeva lo stesso incarico, presso lo stesso ministero del predecessore. Per questo motivo a Biagi era stata concessa una scorta. Scorta inspiegabilmente tolta: dal Ministro dell’Interno? Dal Capo della Polizia? Da qualche cazzo di comitato per il cazzo di ordine pubblico? Non è dato a sapersi, misteri italici.
Nel frattempo il settimanale PANORAMA, anch’esso di proprietà dell’attuale capo del governo (ma guarda un po’… tanto il conflitto di interessi è un invenzione dei comunisti!), stila una bella lista di possibili obbiettivi terroristici. Tra i tanti nomi spicca quello del povero Biagi. Uno si aspetterebbe che a Biagi venga subito ripristinato il servizio di scorta, e che ad interessarsene personalmente sia il Ministro del Lavoro e, ancora di più il Ministro dell’Interno, quello preposto cioè all’ordine pubblico, così solerte d’altra parte a dare l’ordine di sparare in occasione del G8 di Genova.
MANCO PER IL CAZZO! Biagi rimane senza scorta e viene tranquillamente trucidato sotto casa.
Il Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana Scajola è ancora, nel momento in cui scrivo, Venerdì 22 marzo 2002 ore 23.32, titolare del suo dicastero. A differenza di Enzo Bianco, colpevole, ricordate? Di troppe code.
C’è ancora qualcuno che non abbia un culo al posto della faccia, tra i pochi che ci leggono, che ha dei dubbi sui motivi che ci portano ad opporci (democraticamente, non a rivoltellate) a questi signori?

 

EGEMONIA CULTURALE

In cosa consiste la tanto sbandierata e temuta “egemonia culturale della sinistra”? E perché la destra ne è talmente ossessionata da osteggiare persino le apparizioni televisive di artisti comici come la Gialappa’s Band o Roberto Benigni? Il discorso sarebbe lungo ma cercherò ugualmente di concentrarmi sull’argomento partendo da un’altra domanda:  Quali sono gli effetti che la cultura produce a livello individuale?
Sinteticamente essi si possono così elencare non in ordine di importanza: rispetto degli altri, interesse per i problemi degli altri, esercizio costante dell’auto-ironia, coltivazione intelligente del dubbio, analisi rigorosa dei problemi e dei rapporti sociali senza fermarsi alle apparenze ed alle parole d’ordine, sentirsi parte di una comunità che pensa ed agisce perseguendo un bene comune, indipendenza di giudizio sui singoli fatti pur restando fedeli ad un quadro di ideali e di sentimenti costante nel tempo.
Già, si dirà, belle parole: e che cazzo vogliono dire? Urge almeno un esempio: nella scorsa legislatura il governo dell’Ulivo (e
precisamente uno dei personaggi migliori di quell'esecutivo, il ministro della sanità Veronesi) abolì pressochè la totalità dei tickets sanitari a carico dei contribuenti. Attenzione: di tutti i contribuenti.
Ora, chi scrive ha sempre ritenuto quel provvedimento una solenne cazzata per il semplice motivo che aboliva i tickets (necessari come il pane per il sostentamento del servizio sanitario nazionale) non solo per i meno abbienti ma anche per i miliardari, introducendo in tal modo una evidente sperequazione sociale che si ritorceva sulla qualità del servizio pubblico.
In poche parole per me i tickets dovevano continuare ad esistere per i più ricchi in generale,non solo i miliardari, ed essere totalmente aboliti per le fasce più deboli della popolazione. Su questo argomento sono sicuro che le opinioni all’interno della sinistra siano molto variegate e non mi stupirei se, per esempio, il webmaster la pensasse in maniera opposta alla mia.
Un altro esempio illuminante di ciò che voglio dire riguarda la posizione delle varie anime della sinistra nei confronti di temi attualissimi come la guerra o la globalizzazione economica.
A destra questo non succede mai: Il capo (si chiami esso Berlusconi, Thacher, Reagan ….) ordina, i servi eseguono, ripetendo a pappagallo le paranoiche parole d’ordine del capo, senza mai un minimo di indipendenza di giudizio, senza mai un’opinione personale, che significa anche dignità.
Questo, e non solo questo, spiega perché quasi tutto il mondo della conoscenza e del sapere, dell'arte e dello spettacolo, è schierato a sinistra e dalla parte del progresso. Perchè ognuno dei suoi componenti è prima di ogni altra cosa un essere umano, con la sua capacità di pensare e di decidere, con la sua cultura appunto.
Questo è ciò che, per invidia e disperazione, non ci perdoneranno mai.

 

LA TRAGEDIA ...

E’ quanto mai appropriata e pertinente l’esortazione all’arresto di Sharon e Arafat fatta dal webmaster di Votantonio.
Del signor Sharon e dei suoi vergognosi trascorsi sarebbe forse meglio tacere per rispetto del genere umano. Mi limito a ricordare solo un piccolo episodio di contorno: durante la ormai tristemente famosa e mai troppo ricordata strage di Chabra e Chatila ( non ricordo se si scrive proprio così ma ci siamo capiti), Beirut 1982, durante la quale i falangisti cristiani ( cristiani, vi rendete conto ? Perché la Sua ira non si abbatte su questo squallido pianeta?) si divertirono a sgozzare e bruciare vivi centinaia di donne, vecchi e bambini palestinesi, il signor Sharon, comandante in capo delle truppe Israeliane, avrebbe avuto l’obbligo militare,oltrechè morale, di proteggere i campi profughi, in quanto forza occupante del Libano. Non solo questo grandissimo farabutto non li protesse, ma aiutò con tutti i mezzi i fascisti libanesi a portare a compimento le loro agghiaccianti nefandezze, addirittura dando l’ordine di illuminare con i riflettori i campi profughi per agevolare l’opera degli schifosi.
Il signor Arafat (premio Nobel per la pace....in Svezia e Norvegia dovrebbero limitare il consumo di superalcolici...), pur avendo alle spalle una meritoria storia di combattente per la libertà del suo popolo, da quando si è installato al vertice della cosiddetta ANP (Autorità Nazionale Palestinese) non ne ha azzecata una: il suo pseudo governo rappresenta uno dei più efferati esempi di corruzione della storia contemporanea, confronto alla quale l’Italia di tangentopoli era un collegio di educande svizzere. Non pago di ciò questo bel tipo fa allegramente torturare e fucilare chiunque nella sua giurisdizione sia anche lontanamente sospettato, (molte volte le prove sono a zero), di collaborazionismo con Israele.
Un consiglio: dopo averli rinchiusi, buttate via la chiave.

…E LA FARSA…..
Venendo ai miserevoli fatti di casa nostra, ho visto e sentito il maggiordomo alla giustizia, il leghista celtico padano Castelli,
affermare quanto segue in merito alla manifestazione dei quattrocentomila dell’Ulivo a Roma: Mi sa tanto che tutta quella
gente lì non era mica il popolo delle partite Iva, erano solo degli statalisti che vogliono mantenere intatti i propri privilegi!
Due possibili interpretazioni:
A) all’insaputa di tutti il governo di Silvio Banana ha approvato un decreto legge che stabilisce che le manifestazioni le possono fare solo i soggetti Iva.
B) Castelli si reca troppe volte, per lavoro o vacanza fate voi, in Svezia e Norvegia (vedi sopra). 

 

PAOLO FLORES D’ARCAIS
Alcuni anni fa mi capitò, durante una delle frequenti scorribande alla Libreria Feltrinelli di Firenze, di adocchiare un libro tascabile il cui titolo, “Oltre il PCI – per un partito libertario e riformista”, mi incuriosì notevolmente. L’autore del Libro era un certo Paolo Flores d’Arcais, allora per me un perfetto sconosciuto.
Non potevo immaginare che la lettura di quel tascabile mi avrebbe fatto scoprire uno dei pochi personaggi che a tutt’oggi riescono lucidamente ad inquadrare la drammatica situazione di illegalità che viviamo in questo paese da quando il miliardario ridens ha raccolto l’eredità del mariuolo di Hammamet e si è dato alla politica.
Paolo Flores senza parafrasi o giri di parole esamina nei suoi scritti la genesi e gli sviluppi di questo cancro di amoralità che sta corrodendo la società italiana,puntando il dito anche sui gruppi dirigenti (?) della sinistra, che in questi anni, nonostante i continui indizi, mai hanno saputo contrastare efficacemente il dilagare del modello di società craxiano-gelliano-berlusconiano.
Consiglio quindi a quei tre o quattro (speriamo!) che mi stanno leggendo di procurarsi l’ultimo numero della rivista MicroMega, di cui Flores è direttore, e di cercare almeno di leggere l’introduzione scritta dallo stesso: ne vale veramente la pena.
Resistere, resistere, resistere.

P.S.: Ieri è stata una giornata bellissima per la civiltà italiana: quarantamila persone, dicesi 40.000, hanno affollato il Palavobis di Milano e le strade e piazzali adiacenti per rispondere all’appello di MicroMega in difesa della giustizia nel decimo anniversario di mani pulite. 
Stamattina (domenica) ho la gioia ulteriore di leggere su “Repubblica” la replica di Flores d’Arcais alle vergognose parole del camerata Maurizio Gasparri che aveva definito la nomina del nuovo Cda della Tv pubblica il 25 aprile della Rai: “Il fascista Gasparri non osi più parlare del 25 aprile, nemmeno dopo essersi sciaquato la bocca mille volte.” E rivolto al Presidente della Repubblica: “ Di fronte a questi insulti alla resistenza, Lei non può tacere”.
Mio Dio, ma i vari Rutellini e D’Alemini quando impareranno a rispondere così? 

 

FEROCIA
E’ domenica: come tutti i giorni guardo il telegiornale. Una notizia mi colpisce, più delle altre: l’ennesima morte di una giovane donna a causa di un intervento di liposuzione. La disgraziata si era sottoposta al pericoloso intervento allo scopo di perdere chili e apparire quindi più bella agli occhi altrui. Ci ha rimesso, come molte altre in precedenza, il bene più prezioso: la vita.
A questo ci ha portato il loro modello di sviluppo, il loro modello di società: a rischiare la vita pur di non sentirsi emarginati. Se non sei bello, se non sei griffato, se non possiedi l’ultimo modello di cellulare, se in una parola non sei “figo” sei un signor nessuno, un essere da escludere, un disadattato da emarginare.
A questo e non solo a questo si opponevano e si oppongono i manifestanti di Genova del 21 luglio, i tanti giovani e meno giovani che lottano ogni giorno per stare cristianamente dalla parte degli umili, degli oppressi , degli emarginati. Contro di loro l’inqualificabile personaggio che ricopre (speriamo per poco) la carica di titolare del Ministero degli interni ha dato (sono sue parole) l’ordine di sparare equiparandoli a tanti bin Laden (gli scouts, i pensionati dell’Arci e delle Acli….). Per combattere questa vergogna Carlo Giuliani ha sacrificato la sua giovane vita. Il loro modello di società non è quindi solo dannoso (per i gravissimi danni innanzitutto culturali che provoca nel tessuto sociale) ma addirittura feroce: perché provoca morte.
Resistere, resistere, resistere. Se c’è una giustizia saranno sconfitti.

 

FASSO TUTTO MI.

Oggi, sabato 9 febbraio dell'anno del Signore 2002 ho visto berluskaiser, (come lo chiamava un suo ministro fino a poco tempo fa), compiere le seguenti azioni in tv: 
A)Ha fatto le corna durante la foto ufficiale dei ministri degli esteri europei ai danni del malcapitato collega spagnolo. 
B)Ha sbatacchiato un malcapitato boy-scout (o qualcosa di simile..)prendendolo per il collo durante un altra foto effettuata ai margini del convegno di cui sopra.
C) Si è tolto le scarpe in sala stampa davanti agli stupefatti giornalisti dei maggiori quotidiani europei allo scopo di dimostrare che lui i rialzi, come dicono i malvagi bolscevichi italiani, non li porta.
D) Durante la conferenza stampa del Presidente della Commissione Europea Romano Prodi, ha indicato platealmente allo stesso Prodi l'orologio, facendo così capire all'allibito connazionale che aveva ormai rotto i coglioni a lui e alla platea antistante ed era ora di andare a mangiare. Tutto questo per far sapere all'intera Unione che Lui aveva deciso che da
ora in avanti le riunioni istituzionali in ambito comunitario dovevano avere un carattere più informale.
Ne ho dedotto che ormai il nostro paese può dormire sonni tranquilli: mai, dai tempi di Totò e del primo Alberto Sordi la commedia dell'arte aveva raggiunto vette così elevate. Se la stessa fantasia e il medesimo impegno il magnificente Presidente del Consiglio (e Ministro degli Esteri ad interim..)li dimostrerà anche nella guida del governo gli italiani(noti per correre sempre in soccorso dei vincitori) gli potranno con fiducia delegare qualsivoglia funzione, tanto Lui sa fare e può decidere tutto: Intrattenimento, cura delle malattie, baby-sitter,istruttore di nuoto, professore di lingue, maestro di yoga, soddisfazione sessuale delle proprie mogli.... 

 

INSONNIA

Nell'ultima settimana milioni di elettori del centro-sinistra sono stati colpiti da un male fastidioso: l'insonnia. Tale fenomeno è stato provocato da un angoscioso dilemma: chi doveva rappresentare l'opposizione italiana presso la Convenzione Europea, e perchè alla fine l'ha spuntata il mio concittadino Dini ai danni del compagno D'Alema, detto baffino de fero?( Anche se alla fine non si è capito una sega e forse anche Lambertow l'ha preso sotto la coda, come diciamo a Firenze).
Cosa volete che siano gli altri pur importanti problemi (guerra, fame,disoccupazione,disastri ecologici, attacco ai giudici, governo di merda...) al cospetto di tale terribile domanda? Anche perchè, visto che i mali non vengono mai da soli, si è inevitabilmente aggiunto per gli stessi italiani di sinistra un altrettanto devastante quesito: Alle prossime amministrative, quale segno sarà più giusto apporre sulla scheda elettorale: il canonico cazzone gigante oppure colti da un moto di umana pietà per i nostri mentecatti leaders addirittura praticare l'eutanasia sotto forma di un agghiacciante voto per il bisunto del Signore? 

 

DIGNITA'

Il maggiordomo alla giustizia Castelli, al cospetto della solita selva di telecamere, microfoni e taccuini degli zelanti organi di pseudo informazione del regime, ha più o meno risposto in questi termini ad una domanda sul procuratore capo di Milano Borrelli (che Dio lo protegga): E' un magistrato che non si rende conto che per fortuna la capitale d'Italia non si trova a Milano ma da tutt'altra parte e quindi anche le decisioni in materia di giustizia vengono prese al di fuori dal capoluogo
lombardo!
Veramente la dignità è una parola sconosciuta a questi parvenu del potere: pur di mostrarsi proni ai desideri del padrone e di leccargli meglio il posteriore, questo ex rivoluzionario da operetta non esita a defecare su tutto il suo passato di celtico padano, degradando la capitale Longobarda a città di rango inferiore rispetto alla un tempo odiata Roma.
E nonostante tutto gli italiani continuano in maggioranza a dare il loro consenso a siffatti figuri....

 

LEADERS

Svolgimento: Visto in tv a Sciuscià Rai2 : 2 leaders (come direbbero in Lucania).
Argomento: la crisi (economica, politica, sociale) argentina.

Leader numero uno: SUCCO DEL DISCORSO " La crisi argentina e' dovuta in gran parte alle politiche fallimentari del FMI (Fondo Monetario Internazionale) che ha IMPOSTO ai governi di quel paese, dalla caduta della dittatura militare ad oggi, una serie di misure economiche di impronta nettamente liberista e monetarista che hanno portato alla svendita del 95%
del patrimonio pubblico ad aziende private internazionali, che, grazie alla stessa politica, hanno accumulato negli ultimi anni enormi profitti a tutto discapito del popolo argentino. Questo, unitamente alla folle decisione di attuare la parità monetaria tra dollaro Usa e Peso Argentino e alla incredibile corruzione delle classi dirigenti, ha portato al disastro attuale. Se è vero (come è vero) che il sistema economico comunista ha condotto ad enormi sofferenze sociali, per quale motivo, adesso, non si deve affermare altrettanto del capitalismo neo-liberista (tradotto: United States of America) imposto all'Argentina e a tutta l'America Latina?

Leader numero due: SUCCO DEL DISCORSO:Non bisogna esagerare nel considerare le privatizzazioni liberiste come la causa di tutti i mali nei paesi in via di sviluppo. La globalizzazione neo liberale pur con tutti i suoi difetti alla lunga non
può portare che a nuove occasioni di crescita per l'Argentina come per tutti i paesi del Sud-America. Anzi (TESTUALE): se un difetto vedo nelle politiche economiche dei governi argentini negli ultimi anni è proprio LA SCARSITA' DELLE PRIVATIZZAZIONI ED IL MODO SBAGLIATO CON IL QUALE SONO STATE PORTATE AVANTI.

Il dibattito, come si può immaginare, è stato molto più complesso e articolato ma i due passaggi sopra riportati possono essere sicuramente indicativi del modo di pensare la società dei due personaggi intervenuti alla trasmissione. Si può ragionevolmente presumere che il Leader numero uno appartenga alla sinistra sociale e politica, mentre il secondo sia un agiato rappresentante della destra confindustriale o, comunque vicino a quest'ultima.
I nomi? Leader n° 1: Julio Velasco. Grande allenatore (argentino e miliardario) della nazionale italiana di Volley.
Leader n° 2: Massimo D'Alema. Presidente dei DS (Democratici di Sinistra).
Morale: mi spiegate come cazzo fa Silvio Banana a perdere le elezioni nei prossimi vent'anni al cospetto di tali oppositori? (mi riferisco al n° 2...)

 

EUROCONVERTITORI

Uno dei servizi principali andati in onda sul tg della rete ammiraglia del benemerito presidente del consiglio (+ ministro degli esteri "ad interim") riguardava il mancato arrivo agli italiani dell'annunciatissimo euroconvertitore, gentile dono del cavaliere ridens. Incredibilmente il servizio, (corredato more solito da interviste a compiacenti passanti), incentrava la sua attenzione non tanto sull'inspiegabilita' dell'elargizione di tale dono, quanto appunto sul fatto che questo non fosse arrivato, nella maggior parte dei casi, a destinazione. Con cio' si adombrava, neanche troppo velatamente, il sospetto che i milioni di macchinette(di colore azzurro-liberta' of course!!) fossero stati trafugati da qualche banda di malintenzionati, intenti (arri-of course!!) a nuocere all'immagine del cavalier scarsicrinito.
Il servizio non mancava di rendere edotti i sudditi dell'allegata lettera di presentazione del gentile cadeau. Di cosa avrebbe trattato il servizio se fosse stato trasmesso da una televisione indipendente e non di proprieta' del brevilineo primo ministro? Si sarebbe come minimo posto le seguenti domande che non ha potuto evitare di porsi un lettore de "il manifesto" che ha ricevuto l'aggeggio:
a)con quali soldi e di chi sono stati pagati gli euro-convertitori?
b) da chi sono stati prodotti, visto che la marca non appare sugli aggeggi?
c) come mai i trabiccoli non sono corredati da istruzioni d'uso, garanzie e avvertimenti ai sensi delle normative ue.
Ma sopratutto:
d) come osa il tappo forzitaliota rivolgersi a tutti indistintamente i destinatari del pressoche' inutile orpello chiamandoli : "cara amica, caro amico" considerato che almeno la meta' (scarsa) di questo sciagurato popolo lo vedrebbe volentieri appeso per le palle ad un filare di viti?

 

 

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